30 gennaio 1968. Le cariche sotto il rettorato incendiano la lotta studentesca

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Il 30 gennaio 1968 la polizia aggredisce violentemente una manifestazione di universitari e medi sotto il rettorato in piazza san Marco. Circa 10.000 i manifestanti, di cui molti sono giovani liceali e provenienti dagli istituti tecnici. Siamo agli inizi del Sessantotto italiano, ancor prima degli scontri di Valle giulia a Roma. Nella protesta contro la legge Gui di riforma dell’università prende forza una soggettività giovanile che mette in seria crisi il sistema della formazione italiano. Quel giorno si protesta contro gli interventi della polizia nelle università, costantemente militarizzate e il giorno prima sgomberate con forza.

Gli studenti vanno a chiedere conto al rettore Devoto in corteo, ottenendo un incontro in delegazione, mentre paralizzano il traffico in San Marco. Immediati i carosselli della polizia, 12 studenti arrestati, uno investito da una jeep e altri picchiati con il calcio del fucile. La violenza poliziesca coglie impreparati gli studenti, sono tra i primi veri scontri tra studenti e forze dell’ordine in Italia.

La reazione non si farà attendere, perchè in serata tutte le facoltà sono occupate, e il giorno seguente molte scuole entrano in agitazione, con il testa il liceo scientifico da Vinci e il tecnico Galilei di via giusti. A Milano e Pisa gli studenti medi disertano le lezioni in solidarietà con i giovani fiorentini.

Il rettore si dimette mentre il governo criminalizza gli studenti, che il giorno seguente, in 10.00 sono sotto la prefettura in via Cavour.

In qualche modo il rettore dà ragione agli studenti, dichiarando di non essere in grado di assumere un ruolo di mediazione con la prefettura, di non proter cioè tenere a freno il ministero dell’interno e i suoi sbirri. Da quel giorno il clima nelle università e nelle scuole non sarà più lo stesso e lo scontro diviene immediatamente politico. La repressione poliziesca fomenta gli studenti che iniziano a mettere in seria discussione la scuola e la società di classe aprendo una stagione di lotte soprattutto negli istituti secondari, almeno fino alla metà degli anni ’70, riuscendo anche ad ottenere consistenti vittorie in termini di diritto allo studio e nuova didattica, sovvertendo dal basso una delle istituzioni centrali dello stato repubblicano.

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