8 marzo: 5000 in corteo e blocchi del traffico

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In occasione della giornata di sciopero internazionale delle donne Non Una Di Meno, che ha visto sfilare milioni di donne per le strade delle città di tutto il mondo, anche Firenze si è tinta di vivaci iniziative al femminile.
Stamattina, davanti alla direzione del Servizio Sociale, le donne del Comitato Inquilini hanno manifestato per denunciare le violenze subite in quanto utenti del servizio e donne in difficoltà economica. Violenze che consistono di sfratti a sorpresa, di separazione delle famiglie nelle strutture di accoglienza per l’emergenza abitativa, di soluzioni che mancano e che umiliano. Ma oggi la loro voce era rivolta direttamente alle assistenti sociali in quanto anch’esse donne, per denunciarne la troppo frequente complicità con i proprietari di casa e gli ufficiali giudiziari e la leggerezza nello scaricare sulle utenti le mancanze di un servizio inefficace. Le donne del Comitato hanno dato voce a storie di abusi da parte delle assistenti sociali, di violenza psicologica nel colpevolizzare le utenti per le loro difficoltà economiche o nel considerarle madri irresponsabili perché non accettano le soluzioni proposte dal servizio sociale. Per questo hanno bloccato la strada nell’ora di punta, urlando le loro ragioni. Hanno inoltre diffuso una lettera aperta alle assistenti sociali per invitarle ad essere loro complici nel fare pressioni verso l’alto, verso i responsabili dei tagli ai servizi e della mala gestione del denaro pubblico.

La sera, 5.000 persone hanno sfilato in corteo per le strade del centro, dopo una giornata in piazza Santissima Annunziata, dovefin dalla mattina sono stati allestiti banchini informativi, organizzate performance e workshop ed esposti striscioni. Molti i temi della giornata: il diritto alla salute delle donne, minato da una parte dai tagli alla sanità e dalla chiusura dei consultori, dall’altra dalla presenza di medici e farmacisti obiettori; la precarietà del lavoro che colpisce soprattutto le donne, gli abusi e le molestie da parte dei datori di lavoro che passano sotto silenzio per paura di perdere il posto; la violenza sulle donne, covata e riprodotta da un’educazione ancora improntata sulla discriminazione della donna rispetto all’uomo.
Temi che ritornano all’ordine del giorno e che vedono le donne protagoniste in un 8 marzo al profumo non di mimosa ma di riscatto.