8 marzo di lotta per le studentesse: sciopero, blocchi del traffico, sanzionata La Nazione

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A Firenze un 8 marzo di lotta per il mondo studentesco.
Le ragazze del Collettivo Spine si sono spese in una mobilitazione durata l’intera giornata, iniziata con un picchetto davanti alla scuola e conclusasi con la partecipazione al corteo cittadino della rete Non Una Di Meno.

Le studentesse si sono radunate davanti al Liceo Capponi alle 08:00 del mattino bloccando l’ingresso per più di un’ora con l’intento di promuovere l’adesione allo sciopero femminista nazionale tra studenti e docenti e, da lì, sono partite in corteo prima riprendendosi i lungarni, i viali di circonvallazione e il quartiere di San Frediano, poi le vie del centro storico fino a confluire in piazza Santissima Annunziata.

La giornata è stata lunga e densa di contenuti: il tema della violenza di genere, declinato dal punto di vista delle giovani donne studentesse, è stato il filo rosso dell’intera mobilitazione e le ragazze ne hanno sottolineato differenti sfumature. Dal sessismo nelle scuole alla sicurezza nelle strade, passando per l’antirazzismo e l’opposizione alla lettura nauseante e giustificatoria che i media come il giornale La Nazione danno di fatti di cronaca riguardanti ciò che accade alle donne nella moderna società italiana.

Punti fondamentali della giornata sono stati il passaggio su Ponte Vespucci, per denunciare l’omicidio a sfondo razziale di lunedì scorso e ribadire alle istituzioni quanto i migranti, come le donne, non siano temi su cui parlare ma soggetti attivi che pretendono di prendere parola da protagonisti su loro stessi. Come le donne sono stanche di essere le povere vittime da difendere quando è utile alla costruzione dell’immaginario del “mostro straniero” e, invece, quelle che “se la sono andata a cercare” quando non ci sono mostri utili da creare (ma solo poveri aggressori di sesso maschile portati ad estreme conseguenze da sfinimenti vari e delle più fantasiose sorti); così i fatti di Ponte Vespucci non possono essere mere narrazioni esterne che spaziano da “povera la vittima ma poteva capitare a chiunque” a “povere fioriere innocenti”.

Piazza della Calza, in cui pochi mesi fa una studentessa era stata aggredita poiché “colpevole” di aver rifiutato un volantino dai contenuti fascisti e razzisti. Un’aggressione dal duplice significato che tentava di andare a colpire una donna per le proprie idee politiche e perché, in quanto donna, si permetteva pure di esprimerle liberamente e apertamente quelle idee.

Infine, come ultima tappa, le studentesse hanno scelto di recarsi a sanzionare la sede del giornale La Nazione in Piazza degli Ottavini. Al grido di “Parlano solo potenti e parolai, la voce delle donne non l’ascoltate mai!” porre l’accento sulla violenza contro le donne veicolata quotidianamente dai mezzi di informazione di massa, di cui La Nazione a Firenze è degno esponente.

Intorno alle 18:00 il corteo studentesco si è unito al corteo di Non Una Di Meno creando uno spezzone che dall’inizio alla fine ha voluto caratterizzarsi e mettere l’accento su quanto la violenza sulle donne sia anche istituzionale, ricordando le orrende dichiarazioni del Sindaco Nardella a seguito dello stupro ai danni di due studentesse americane perpetrato da due carabinieri. Le ragazze sono entrate nella piazza del concentramento gridando:“Nardella complice dei carabinieri, difende chi stupra attacca gli stranieri”.