Alloggi per l’emergenza, protesta degli inquilini: “Vogliamo chiarezza”

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Protesta sotto l’Assessorato alla Casa del Comune promossa dal Comitato Inquilini. La questione che le numerose famiglie presenti hanno posto nel corso della mattinata riguarda il progetto di 350 alloggi volano e 650 alloggi ad affitto calmierato che l’Assessore Funaro ha annunciato più volte sui giornali locali nel corso dello scorso mese, ma che –  sottolineano gli inquilini – non è stata proposta a nessuno e a detta degli assistenti sociali non esiste.

“L’assessore ha dichiarato che il comune interviene per trovare una soluzione per le famiglie con i minori prima di arrivare allo sfratto con la forza pubblica o, se necessario, chiede il rinvio all’ufficiale giudiziario – afferma un inquilino – io ho lo sfratto con la forza pubblica tra una settimana e questo non è accaduto. Dicono che hanno 350 nuovi alloggi, e non si sa a chi spettano queste case, come si fa ad averle, e l’unica cosa che continuano a proporre è la struttura d’accoglienza, separando le famiglie.”

Altri interventi denunciano che mentre i tempi dei “nuovi progetti” del Comune e dell’assegnazione delle case popolari sono lunghissimi,  gli sfratti esecutivi vanno avanti velocemente, anche con l’utilizzo dello sfratto a sorpresa, una pratica “lesiva dei diritti umani”.

Prende parola chi le strutture di accoglienza le ha rifiutate e chi invece ci si ritrova da anni, in attesa di una casa popolare che non arriva mai. Il costo delle strutture è una spesa pubblica altissima, non sono una soluzione dignitosa mentre le  case, anche popolari, sono vuote.

La richiesta portata avanti con forza da tutti è quella che il Comune faccia chiarezza e spieghi alle famiglie come si può accedere a le “case volano” e secondo quali criteri, ed è stato richiesto un incontro con l’assessore a  questo scopo, consegnando una lettera.

Mentre il Comitato inquilini è tuttora in attesa di sapere se il Comune deciderà di confrontarsi con le persone, la presa di parola dell’assessore arriva pronta sulla stampa: il TGR parla infatti di un “fraintendimento”  dal momento in cui si faceva riferimento a 350 posti e non altrettante case, che saranno disponibili – forse – tra sei mesi. I proclami sui giornali in cui la Giunta vanta di affrontare con zelo il problema dell’emergenza abitativa vengono quindi ridimensionati dal confronto con la realtà di chi il problema lo vive ogni giorno e non si accontenta di dichiarazioni roboanti. “Basta parole – recitava infatti lo striscione degli inquilini – dove sono le case?”.