Ancora proteste all’Assessorato: “soluzioni reali all’emergenza casa”

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Continua l’assedio delle famiglie in emergenza abitativa all’Assessorato alle Politiche Sociali. Nuova occupazione stamattina degli uffici al Palagio di Parte Guelfa. La terza negli ultimi mesi. Una protesta che ha visto in prima linea gli abitanti dello stabile occupato di via Baracca 96 in mobilitazione contro la minaccia di sgombero imminente richiesto dalla proprietà (una società finanziaria dal capitale miliardario) e fino ad ora avvallato dall’Assessorato.

L’occupazione è andata avanti per alcune ore, in attesa di risposte alla richiesta di incontro con l’Assessore. “Le occupazioni non si possono trattare come un problema di ordine pubblico. Vogliamo il riconoscimento dell’emergenza abitativa e soluzione vere e dignitose: affitti sociali o case popolari”. Sotto accusa, ancora una volta, le folli spese che il Comune – dentro un ipotesi di sgombero – si appresta a sostenere per l’”accoglienza temporanea” all’interno delle strutture di emergenza per donne e bambini occupanti. Si parla di cifre da capogiro, quantificate dallo stesso assessore Funaro in circa 70 euro a notte per ogni donna con minore, per un totale di circa 2100 euro al mese (circa il costo di affitto di tre alloggi). Tutti soldi per cui le famiglie rivendicano un utilizzo diverso, finalizzato a garantire soluzione vere e dignitose, non precarie e che non prevedano la divisione forzata del nucleo familiare.

In particolare da alcuni mesi gli occupanti portano avanti una battaglia che rivendica contratti di affitto sociale, con canoni misurati al reddito, sugli alloggi occupati di via Baracca 96. La richiesta al Comune è quindi quella di farsi garante dentro una trattativa con la società proprietaria e dirottare i soldi previsti per le strutture per sostenere l’ipotesi di contratti di affitto a canone sociale.

Ma prima ancora di questo, gli occupanti chiedono un riconoscimento dell’emergenza abitativa con l’inserimento nelle graduatorie di emergenza per l’assegnazione delle case popolari. Una richiesta che va a scontrarsi con la politica di esclusione che il Comune di Firenze sta portando avanti contro gli abitanti delle case occupate, ma non solo. Anche la maggior parte delle famiglie sotto sfratto si vedono infatti negare il riconoscimento dell’emergenza abitativa da criteri (pensati ad arte per essere) escludenti.

Le famiglie hanno lasciato gli uffici solo dopo aver avuto la garanzia di un incontro con l’Assessore per lunedì prossimo. A questo punto la protesta si è spostata davanti a Palazzo Vecchio, dove si è denunciata la politica di un Partito Democratico che ignora i bisogni dei cittadini ed è sempre pronto a scendere in campo a difesa degli interessi di speculatori ed Spa miliardarie.

Il Movimento di lotta per la casa annuncia intanto la mobilitazione permanente contro ogni ipotesi di sgombero e per il riconoscimento dell’emergenza abitativa. Sabato pomeriggio alle 14.30 appuntamento davanti alle case occupate di via Baracca 96 per raggiungere in corteo la manifestazione NoInc e rivendicare un utilizzo diverso delle risorse pubbliche che miri a garantire i diritti sociali e non ad aumentare le nocività. Settimane intense, quindi, quelle che precederanno la grande manifestazione per il dirtto alla casa del 28 Maggio annunciata da occupanti, famiglie sotto sfratto ed inquilini.

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