Bloccati 13 sfratti in via del Luccio: “Basta speculazioni, affitto sociale subito!”

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La mattina del 21 aprile, in via del Luccio, decine di persone si sono organizzate in un muro popolare per bloccare 13 sfratti.

Si tratta di una situazione in cui la proprietà gioca un ruolo secondario rispetto a Confedilizia, che ha fortissimi interessi nell’edificio per costruirvi 13 appartamenti, tanti quanti quelli costruiti autonomamente dalle famiglie occupanti.

Se dall’inizio della procedura di sfratto le 13 famiglie occupanti si sono mostrate disponibili a pagare un affitto proporzionato al proprio reddito, qualche settimana fa hanno presentato a Confedilizia e alla proprietà un progetto dell’Architetto Dariuche Dowlatchahi per auto-recuperare l’edificio. La richiesta è quella di un tavolo di trattativa, che permetterebbe alle famiglie di continuare a vivere nelle proprie case, essendo regolarizzati e pagando un affitto sociale. Va da sé che questa soluzione metterebbe uno stop al progetto speculativo che l’organizzazione di proprietari immobiliari ha invece in mente per l’edificio.

Al picchetto hanno partecipato tanti abitanti di Brozzi in solidarietà alle famiglie, chiedendo anche loro all’ufficiale giudiziario che agli abitanti di via del Luccio venga permesso di restare nel quartiere. Presenti anche rappresentanze delle occupazioni del Movimento di Lotta per la Casa, che in varie forme negli ultimi mesi stanno portando collettivamente avanti la rivendicazione di un affitto sociale per chi abita nelle case occupate; rivendicazione che, anche in quest’occasione, ha dimostrato di prendere sempre più corpo sui territori.

Gli sfratti sono stati rinviati a fine luglio, grazie alla determinazione delle famiglie e alla presenza di moltissimi solidali. Gli abitanti di via del Luccio hanno annunciato che, nel caso in cui la proprietà non accetti di sedersi a un tavolo di trattativa per discutere dell’auto-recupero, per la data del rinvio sarà convocato nuovamente un muro popolare anti-sfratto.