Camminata contro le nocività ribadisce il NO ad aeroporto e inceneritore

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Si è svolta oggi la camminata popolare organizzata dall’assemblea per la piana contro le nocività, che ha attraversato i terreni dove vorrebbero costruire l’inceneritore e il mega aeroporto di Firenze. Una iniziativa dal basso per andare a riappropriarsi collettivamente di quei luoghi e di quei sentieri che gli abitanti della piana si sono fatti carico di difendere dalle nocività, dalle speculazioni, e dallo sperpero di risorse pubbliche.

La marcia, partecipata da oltre duecento persone tra cui molti bambini e amici a quattro zampe, è partita dal polo scientifico di Sesto fiorentino, sopra al quale sarebbe dirottato il traffico aereo, per poi incamminarsi in quei sentieri che vorrebbero distruggere. La manifestazione si è fermata al Dog village, un canile gestito da una associazione animalista situata proprio sui campi dove teoricamente passerebbe la pista dell’aereoporo, sfrattando il canile. I volontari hanno espresso tutta la loro vicinanza alle ragioni del no, ed hanno rimarcato la loro volontà di resistere ad uno scempio che distruggerebbe l’esperienza del canile. La camminata è proseguita per arrivare vicina all’area di Case passerini, nel luogo in cui i mezzi sarebbero costretti a passare per iniziare i lavori di cantierizzazioni dell’area. Diversi interventi sul posto hanno ribadito come solo con la lotta popolare sia ormai possibile impedire l’avvelenamento del territorio, dato il fatto che purtroppo l’iter burocratico per l’avvio dei lavori sembra ormai concluso. Altri interventi hanno sottolineato la necessità di stabilire appena possibile un presidio permanente di lotta proprio in quell’area, per fermare l’inizio dei lavori e il processo di devastazione conseguente.

Nelle intenzioni dei movimenti contro le nocività la camminata di oggi vuole essere un primo passaggio per conoscere il territorio e capire insieme la migliore strada per difenderlo:

“Non ci faremo avvelenare, cercheremo di impedire con ogni mezzo lo scempio del territorio!” questo il chiaro segnale che la popolazione della piana ha voluto lanciare a tutte quelle amministrazioni e a quei gruppi economici che hanno deciso di fare della piana il proprio terreno di saccheggio.

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