Case minime: “Clarissa e Giovanni restano qui”. Raccolte cento firme

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Un gazebo in piazzetta e cento firme raccolte in via Rocca Tedalda a sostegno di Giovanni e Clarissa, coppia di anziani che da decenni vive alle case minime e rappresenta un pezzo di storia del quartiere. Oggi, dopo la morte del figlio, assegnatario dell’alloggio al civico 137, il Comune intima loro di rilasciare l’appartamento in cui vivono per trasferirsi in via Martini, zona Isolotto. Una scelta contestata dalla coppia che insieme al Comitato Inquilini ha deciso di dare battaglia per affermare le proprie ragioni. Infatti, nonostante entrambi siano invalidi al 100% e ultrasettantenni, lei sottoposta a trattamento dialisi e lui in carrozzina, la casa in cui il Comune vorrebbe trasferirli è al 3° piano e provvista di un ascensore incapace per dimensioni ad ospitare la carrozzina.

Ma questo non è l’unico motivo della contestazione: “E’ inaccettabile che dopo una vita passata in questo quartiere una coppia di anziani invalidi venga costretta a trasferirsi senza tenere conto delle loro esigenze minime. Giovanni e Clarissa hanno tutto il diritto a rimanere qui, dove hanno amicizie, affetti, abitudini e un alloggio al piano terreno che gli permette di continuare ad uscire di casa nonostante l’invalidità e vivere dignitosamente la propria vita. Le esigenze e i bisogni degli inquilini ERP non devono essere ignorate”.

Le firme sono state inviate al Comune e Casa SPA a sostegno della richiesta di sospensione delle procedure di sfratto ed il riconoscimento di Giovanni e Clarissa come legittimi inquilini dell’alloggio di via Rocca Tedalda 137.