Contestato Renzi nella “sua” città

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Stamattina Matteo Renzi era a Firenze per inaugurare la campagna elettorale per il sì al referendum costituzionale. Nonostante l’iniziativa fosse annunciata solo da pochi giorni, più di cento persone l’hanno accolto, nella “sua” Firenze al grido di “Buffone!”. Nonostante tutte le strade intorno al teatro fossero chiuse da polizia e transenne che fin dal primo mattino consentivano un ingresso “selettivo” ai sostenitori del PD, alla faccia dell’incontro con la cittadinanza, i truffati dal salva-banche sono riusciti ad assediare l’ingresso del teatro e a costringere Renzi ad entrare dal retro.

Nel frattempo studenti, inquilini sotto sfratto e occupanti di case, abitanti della piana in lotta contro l’inceneritore hanno tentato a più riprese di forzare e aggirare lo schieramento di polizia posto a difesa della passerella del premier. Per più di due ore cori e insulti hanno risuonato tra un presidio e l’altro all’esterno del teatro. Nonostante Renzi abbia deriso le contestazioni, è chiaro come debba fare i conti con un evidente calo di consenso e una rabbia verso le politiche governative in aumento, anche a Firenze. Un ultima tappa del #Renziscappa tour quella di oggi, dopo le fortissime contestazioni di venerdì scorso a Pisa. Dal nord al sud l’immagine è quella di un premier contestato ovunque.

Chi lotta per la casa, chi è stato derubato dalle banche, chi difende i territori dalle devastazioni oggi ha preso il suo spazio per manifestare l’odio nei confronti di un governo che smantella ogni giorno di più i diritti sociali su tutti i fronti. Non regge più la maschera di un governo “democratico” che trova il sostegno dei cittadini e Renzi non può che muoversi nelle città difeso da centinaia di poliziotti, ed è chiaro a sempre più persone come sia un governo apertamente schierato a difesa dei poteri forti.