Continua la lotta dei rifugiati: occupato stabile dei Gesuiti

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Dopo il netto rifiuto espresso ieri a fronte della proposta delle istituzioni di ospitarli nelle strutture dell’emergenza freddo sparse per tutta la provincia, i rifuagiati dell’ex-aiazzone questa mattina hanno occupato uno stabile dei Gesuiti in via Spaventa a Firenze.

L’immobile, in disuso dal 2011, è in vendita per la ristrutturazione come zona residenziale ed è tra gli edifici pubblici e privati in disuso che il Comune e la Regione sponsorizzano per investimenti e speculazioni.

L’occupazione, come spiegano i rifugiati nel comunicato (che riportiamo), è un ulteriore passaggio della lotta per un miglioramento complessivo delle condizioni di vita. Vuole essere anche un segnale chiaro alle istituzioni che, nel riproporre meccanismi assistenziali indignitosi e a scadenza, continuano a negare la possibilità di soluzioni che permettano alle persone di uscire dall’emergenza.

In settimana si riunirà nuovamente il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che sabato ha rifiutato il confronto con i rifugiati. La proposta degli occupanti è che le istituzioni regolarizzino la situazione attuale requisendo l’immobile in questione o un altro analogo.

Segue il comunicato:

“Oggi abbiamo occupato uno stabile di proprietà della Curia in disuso da alcuni anni e in vendita con progetto di essere trasformato in appartamenti. Abbiamo fatto questa scelta per sottolineare che, a fronte delle proposte lesive della nostra dignità che le istituzioni ci hanno presentato, soluzioni praticabili e non temporanee possono esistere. Decine di immobili sono inutilizzati in questa città, chiediamo che le istituzioni regolarizzino la nostra permanenza qua o in un luogo analogo, in cui poter abitare stabilmente, senza scadenze e senza il ricatto degli sgomberi e dell’art5.
Le istituzioni devono fare i conti con il nostro rifiuto di vivere nella precarietà di un’emergenza permanente, perché una casa vera e dignitosa è indispensabile per una vita degna, tanto per noi quanto per le tantissime persone e famiglie che sono in difficoltà.
Lo diciamo da anni, il business dell’accoglienza, che riguardi i rifugiati o le famiglie in emergenza abitativa, deve finire. Il patrimonio e le risorse pubbliche non devono essere utilizzati per arricchire le cooperative e ricattarci, ma per tutelare i diritti delle persone.
Lo avremmo voluto dire anche sabato mentre le istituzioni si riunivano a porte chiuse e si rifiutavano di accettare il fallimento delle stesse politiche che ora ripropongono. Il prossimo Comitato per l’ordine e la sicurezza deve ragionare di soluzioni stabili e dignitose, prendendo in considerazione lo strumento della requisizione di questo o altro stabile in disuso.
Basta morti, casa subito!

I rifugiati
Movimento di lotta per la casa”