Da Firenze al Monte dei Paschi di Siena la protesta per gli “affitti sociali”

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“Le case delle banche, a partire da quelle sfitte, devono essere messe a disposizione delle famiglie in difficoltà economica con affitti sociali misurati ai redditi degli inquilini”. E’ partita da Firenze una folta delegazione di famiglie in emergenza abitativa per andare a manifestare sotto la sede generale MPS in piazza Salimberti a Siena. Per alcune ora il rumore della protesta e la voce delle famiglie sfrattate e occupanti ha disturbato la riunione del CDA della banca che in contemporanea si riuniva dentro il palazzo.
Affitti salati imposti agli inquilini e un importante patrimonio abitativo sfitto sono le due facce della stessa medaglia denunciate oggi dal Movimento di lotta per la casa come espressione chiara della speculazione immobiliare praticata dall’istituto bancario senese. “Mentre le banche continuano a fare profitti e ad arricchirsi, dopo anni di crisi economica un pezzo sempre più grande di paese non riesce ad arrivare alla fine del mese, a pagare l’affitto o le rate del mutuo.”
Portagonisti della manifestazione le famiglie che da giugno dello scorso anno occupano alcuni alloggi proprietà di MPS in via Carissimi a Firenze, precedentemente vuoti da anni. E’ dal primo giorno di occupazione che le famiglie rivendicano il diritto ad un regolare contratto di affitto a canone sociale misurato sui propri redditi. E l’iniziativa di oggi va a rafforzare la richiesta di apertura di un tavolo di trattativa tra famiglie e banca che guardi alla stipula di nuovi contratti di affitto.
Tanti passanti hanno solidarizzato con i manifestanti. Forte anche la contestazione alla violenza dei pignoramenti e alla vergognosa riforma dei mutui che rappresenta un ennesimo regalo da parte del governo alle banche di cui il costo pagheranno i cittadini che si vedranno scippare la propria casa con più facilità. Molti interventi non hanno mancato di ricordare come MPS nel 20012 fu “salvata” grazie all’arrivo dalle casse statali di 4 miliardi di euro, una somma che equivaleva quasi esattamente all’importo della seconda rata della tassa sulla prima casa, 4 miliardi scuciti dagli italiani e immediatamente girati alla banca amica.

Anche durante l’iniziativa di oggi la banca ha chiuso le porte e rifiutato di incontrare una delegazione del Movimento. Ma è evidente la determinazione delle famiglie occupanti di via Carissimi a continuare la lotta per gli affitti sociali. Una lotta in cui non sono soli. La questione aperta oggi non riguarda solo gli occupanti degli alloggi MPS ma rappresenta un vero e proprio terreno di rivendicazione comune capace di unire occupanti, famiglie sotto sfratto e inquilini strozzati dal costo degli affitti.

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