Da più di tre anni senza bando ERP: inquilini sotto sfratto protestano all’Assessorato

388

Di due mesi in due mesi la pubblicazione del bando ERP continua ad essere rinviata dal Comune di Firenze. Impossibile, quindi, anche solo fare richiesta di casa popolare per le migliaia di famiglie con redditi bassi. Chiusa ogni possibilità di passaggio da casa a casa – invece – per gli inquilini sotto sfratto.
Pubblicazione del bando, blocco degli sfratti e assegnazioni di case popolari sono stati i temi al centro della protesta del Comitato inquilini sotto sfratto che ha manifestato con cartelli, pentole e fischi davanti all’Assessorato alla Casa in Piazza di Parte Guelfa. “Sfratti puntuali… e bando sempre più in ritardo… Vergogna!” è stato scritto sui cartelli.
Quella degli sfratti – infatti – è una vera e propria emergenza sociale in città, dove ogni giorno tre famiglie vengono sfrattate con l’utilizzo della forza pubblica. Oltre il 90% dei casi parla di storie di morosità legate alla crisi economica e la precarietà diffusa, ma più in generale al costo insostenibile degli affitti. Il Comitato ha denunciato anche l’utilizzo dei cosiddetti “sfratti a sorpresa” da parte degli ufficiali giudiziari che, di fronte al riufiuto della famiglia di uscire di casa senza soluzioni alternative, non comunica la successiva data di accesso agli inquilini: “una vergogna nella vergogna. Una misura vergognosa che deve subito essere bloccata e condannata dall’Assessore Funaro, e che aggrava una situazione già drammatica per migliaia di inquilini”.
Alla protesta hanno aderito una ciquantina di persone, tra cui famiglie italiane e migranti: “qui non ci sono differenze”, ha detto un inquilina dal microfono. Ma anche anziani e ultra-settantenni su cui pende l’esecuzione di sfratto. “Basta umiliazioni!”, “nelle strutture andateci voi”, “non vogliamo la carità, per cosa abbiamo pagato le tasse fino ad ora?”: tanta la rabbia che è emersa dagli interventi al microfono delle famiglie sotto sfratto.
Sotto accusa anche la gestione dei soldi pubblici destinati all’emergenza abitativa: “Fiumi di soldi pubblici vengono sprecati per l’accoglienza di sfrattati e senza-casa nelle “strutture di emergenza”. Circa 70€ al giorno per “ospitare” una donna con un minore sfrattata o senza casa, per un totale di 2100€ al mese. Circa 30€ al giorno se si tratta di un adulto di sesso maschile, per un totale di 900€ al mese. Tutti soldi pubblici spesi per ingrassare le cooperative “amiche” e il cosiddetto “privato sociale”. Soldi sprecati per dividere i nuclei familiari e offrire “ospitalità” di qualche mese in condizioni indignitose. Un modo per rendere infinita l’emergenza e fare contento chi ci mangia sopra.”
La richiesta delle famiglie sotto sfratto è chiara: “Nessuno uscirà di casa senza una casa popolare”. E oltre ad essere una richiesta, il Comitato è deciso a farla diventare una promessa: da lunedì a giovedì sono previsti quattro picchetti anti-sfratto per impedire a Polizia e Ufficiali giudiziari di buttare in mezzo alla strada altrettante famiglie. L’iniziativa si è conclusa con la consegna ad un rappresentanto dell’Assessorato di una lista di sette provvedimenti urgenti per l’emergenza abitativa, tra cui – oltre alla pubblicazione del bando e un blocco degli sfratti – la revisione dei criteri per il riconoscimento della morosità incolpevole e la fine della svendita del patrimonio pubblico e la destinazione delle risorse sprecate per le “strutture” per progetti di recupero di ex-caserme, ospedali e scuole in disuso per realizzare nuove case popolare. Ma non solo: anche la requisizione degli appartamenti sfitti – si parla di più di 11000 alloggi a Firenze – di proprietà di banche, immobiliari e costruttori per destinarli alle famiglie in emergenza. “E’ l’ora che a pagare la crisi non siano solo i più poveri”…

5 febbraio – Protesta all'assessorato contro gli sfratti

Un video che racconta la protesta di stamattina davanti all'Assessorato alla Casa.Hanno aderito una ciquantina di persone, tra cui famiglie italiane e migranti: “qui non ci sono differenze”, ha detto un'inquilina dal microfono. Ma anche anziani e ultra-settantenni su cui pende l’esecuzione di sfratto. “Basta umiliazioni!”, “nelle strutture andateci voi”, “non vogliamo la carità, per cosa abbiamo pagato le tasse fino ad ora?”: tanta la rabbia che è emersa dagli interventi al microfono delle famiglie sotto sfratto.

Pubblicato da Firenze dal Basso su Venerdì 5 febbraio 2016

CONDIVIDI