Dopo Roma Nardella resta un fondamentalista degli sgomberi (senza soluzioni).

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“Nessun passo indietro sugli sgomberi”. Rimbalzano tra la stampa nazionale e le televisione le utlime dichiarazioni del Sindaco Nardella, che non perde ancora una volta l’occasione di vantare i “31 sgomberi” di cui la sua amministrazione si è resa protagonista durante il mandato ancora in corso.
Le dichiarazioni del sindaco, “delfino” ed erede a Palazzo Vecchio di Matteo Renzi, arrivano a pochi giorni di distanza dai fatti di piazza indipendenza a Roma e dalle forti polemiche suscitate dallo sgombero violento di centinaia di rifugiati politici che occupavano uno stabile sfitto di proprietà di una banca. Le immagini degli idranti utilizzati contro donne e invalidi, delle cariche e delle violenze della polizia hanno fatto il giro del web provocando indignazione e critiche. In quel caso lo sgombero è avvenuto senza nessuna soluzione abitativa alternativa per gli occupanti. Da lì la resistenza, le proteste e poi gli scontri. Poi l’annuncio del passo indietro da parte del Ministro Minniti, con l’intenzione di sospendere gli sgomberi in assenza di alternative abitative.

Di un altra opinione il fondamentalista degli sgomberi Nardella, che già negli scorsi mesi aveva dato spettacolo esibendo foto di ruspe in diretta televisiva: “Salvini parla, noi facciamo”, disse in quell’occasione. Prima di tutto la “legalità”, anche a costo di lasciare in mezzo ad una strada uomini, donne e bambini. E in effetti questo è lo stato dell’arte delle politiche sulla casa anche nella città di Firenze, dove lo scorso luglio 30 rifugiati politici somali venivano sgomberati senza alcuna soluzione. Ma il discorso non cambia nemmeno per le famiglie sotto sfratto: dal 12 maggio il comune di Firenze ha chiuso ogni accoglienza, anche temporanea, per l’emergenza abitativa. Anche per chi non ha mai occupato abusivamente, ma non ha più potuto pagare l’affitto. Quello che Nardella non dice, infatti, è che a Firenze – non diversamente da Roma (do you remeber Mafia Capitale?) – un intero sistema è al collasso. Per anni l’emergenza abitativa è stata gestita con strutture di accoglienza temporanea che – arrivando a costare anche 680 euro a singolo posto letto – hanno alimentato il business delle cooperative che gestiscono i “progetti” senza risolvere strutturalmente il problema. Ed è proprio questo il contesto che costringe tantissimi ad occupare. Quale sarebbe, secondo Nardella, l’alternativa? Questo, in realtà, non sembra tanto interessargli.

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