“Dovreste vergognarvi ad uscire di casa”. La lettera di Barbara, sotto sfratto, a Nardella

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“Carissimo” sindaco Nardella,
probabilmente la annoierò a morte ma vorrei provare a raccontarle che cos’era la nostra vita e cosa è diventata…se di vita si può ancora parlare.
Siamo una coppia sposata da 22 anni ma fra convivenza e matrimonio siamo insieme da 28, abbiamo due figlie volute non capitate, una di 22 anni a l’altra di 18 fra un paio di mesi.
Abbiamo avuto una vita tranquilla, io personalmente ho iniziato a lavorare quando avevo 14 anni ed ho fatto di tutto: artigiana, baby sitter, segretaria e quando non c’era di meglio ho fatto quello che c’era da fare…anche al cimitero delle Porte Sante a San Miniato al Monte ho lavorato….ha presente il Piazzale Michelangelo, ecco proprio li!
Ogni lavoro è dignitoso e io non mi sono mai tirata indietro.
Avevamo una casa, il lavoro, la macchina anzi due macchine e due scooter, viaggiavamo e anche quando in quattro era diventato economicamente troppo impegnativo viaggiare, almeno un paio di settimane di mare, fosse solo per le ragazze, ce le siamo potute permettere fino ad un certo punto.
Verso la fine degli anni novanta, davanti alle prime difficoltà abbiamo provato ad emigrare in Spagna e con ciò che avevamo racimolato dalla vendita della nostra casa abbiamo aperto un negozio ma è andata male per tanti motivi troppo lunghi da spiegare ma non è questo il punto…sono rischi che si corrono nel tentativo di dare un futuro migliore ai propri figli ma non sempre va bene.
Per farla breve nel 2004 siamo tornati a Firenze ed ospitati gratuitamente in un appartamento di un amico ci siamo trovati ben presto senza nulla.
Il lavoro all’epoca era già difficile trovarlo ma grazie all’aiuto delle nostre famiglie siamo andati avanti per qualche tempo vivendi in una casa di 38 mq…in 4.
Niente intimità, niente spazi vitali ma non importava, abbiamo resistito.
Dopo qualche anno abbiamo deciso che il lavoro ce lo dovevamo inventare visto che a quasi 40 anni io e quasi 50 mio marito stava diventando davvero impossibile trovarne uno, figuriamoci due e così, con l’aiuto economico della mia famiglia biamo aperto un piccolo ufficio postale ed abbiamo ripreso a vivere più dignitosamente, quantomeno senza dover chiedere aiuto a terzi.
Abbiamo affittato la casa nella quale ancora viviamo che ci costava 900 € al mese e anche se non abbiamo più potuto permetterci un’auto da anni, diciamo che eravamo più tranquilli.
Dopo qualche anno però, fra la crisi, la concorrenza sleale ed il nascere di altrettante attività come la nostra a ritmo di una al giorno solo sul territorio fiorentino, abbiamo cominciato di nuovo a fare fatica ma ancora riuscivamo ad andare avanti.
Un giorno sono arrivate le mail pec e tempo neanche un anno i nostri clienti hanno cominciato a spedire sempre meno corrispondenza…quando sono diventate ufficialmente e legalmente l’equivalente di una raccomandata per noi è finito tutto.
Abbiamo tentato di reinventarci, di offrire servizi alternativi ma niente, abbiamo solo dato fondo alle poche risorse accantonate in 7 anni di sangue, sudore e lacrime e siamo rimasti con un pugno di mosche in mano.
A quel punto non avevamo più la possibilità di pagare l’affitto di casa, quello dell’ufficio e tutto il resto.
Abbiamo ridotto sul lastrico i miei suoceri che per aiutare noi oggi si trovano in difficoltà, la mia famiglia di origine ci ha abbandonati al nostro destino e da quel momento la nostra vita è diventata un vero e proprio inferno.
Oggi siamo sotto sfratto a sorpresa che io definirei una pratica triviale, ingiusta, illegale, anticostituzionale oltre che una violenza psicologica messa in atto al fine di snervare famiglie che già vivono immerse in preoccupazioni e problemi di ogni sorta.
Una vera e propria vergogna caro sindaco Nardella.
Ci attivammo subito ed il legale di una mia cara amica mi consigliò di chiamare una nota stazione radio fiorentina la mattina successiva in modo da esporre il nostro problema visto che sarebbe stata in radio anche l’assessore Funaro.
Lo feci….dopo tre giorni mi chiamò la segretaria dell’assessore Funaro che mi fece la lista di tutta la trafila da fare per trovare una soluzione al nostro problema e che consisteva nel presentare presso l’ufficio casa la richiesta per ottenere la morosità incolpevole, vale a dire un contributo al proprietario della casa dove viviamo, al fine di ottenere un altro contratto provvisorio a spese del comune per avere qualche mese di tempo in più per cercare una sistemazione alternativa…bla…bla…bla…sapevo già tutto, avevo già fatto tutto ma purtroppo la mia richiesta con successivo ricorso venne respinta per “insufficienza di documenti fiscali”….quindi grazie dello sforzo assessore Funaro, cosa avrei fatto senza di lei?
Posso farlo anch’io il lavoro di questa signora dunque?
Ed eravamo al nulla di fatto…ancora!
Siamo stati abituati a pagare e zitti ma a quel punto ci siamo dovuti rivolgere ai servizi sociali che dopo 5 ore, ripeto, 5 ore di attesa, al momento di riceverci, al mio buongiorno la sig.ra Scanu ha esordito con testuali parole : “ve lo dico, soldi e case non ce ne sono !”…stavo per alzarmi, girare il culo ed andarmene ma ho resistito alla tentazione….e scusi per il culo!
L’assistente sociale ci ha consigliato di parlare con la Caritas e chiedere informazioni per avere il così detto “pacco alimentare” …cercai di spiegarle che seppure alimentarsi è di fondamentale importanza in una casa con due figlie servono taaante, tante altre cose….la sig.ra Scanu mi rispose così : “fatevi aiutare da amici e parenti”…e questo è quanto…ce ne andammo disgustati.
Ci consigliò di fare domanda per la SIA e lo facemmo ma all’epoca avevamo solo 24 punti su un minimo di 45 richiesti mi sembra…insomma non c’era nulla per noi.
La cosa bella è che successivamente scoprimmo che la sig.ra Scanu non era l’assistente sociale assegnata alla nostra famiglia anzi, lei stessa ci informò che secondo le loro informazioni noi non avevamo i requisiti per poter richiedere l’appoggio di un’assistente sociale…pensi un po’ sig.r sindaco…due disoccupati con due figlie a carico di cui una ancora minorenne e sotto sfratto esecutivo non hanno diritto ad essere supportati.
Cosa volete da noi, dobbiamo avere un tumore ed essere in fin di vita?
Eh no, non ci sto, il tumore lo lascio a voi!
Questo è solo l’inizio….sarà lunga la mia mail…se la sente davvero di leggerla fino in fondo?
Spero di si perche non la manderò solo a lei quindi conto che in ogni caso qualcuno la legga davvero fino all’ultima parola.
Andiamo avanti….
A fine 2016 ci è stato staccato il gas e meno male che abbiamo un fornello in vetroceramica altrimenti non avremmo potuto cucinare neanche un piatto di pasta e da allora siamo senza gas, ci siamo scaldati con una stufetta elettrica e meno male che non abitiamo alle Svalbard…ci laviamo con pentole d’acqua scaldata sul fornello..ma non ce la prendiamo per così poco, siamo delle rocce noi….NOI !!
Chiamai il segretariato sociale inferocita e mi venne detto : faccia l’ Isee e venga….
Ma anche fare il dannato isee non è stato facile visto che la nostra attività è finita ma sulla carta è ad oggi ancora esistente poiché non disponiamo dei soldi necessari per fare la chiusura definitiva con l’ausilio di un commercialista.
La prima volta che ho creduto davvero che ci saremmo ritrovati sul marciapiede e cioè quando con un trucco di basso livello aprii la porta di casa e mi ritrovai invasa dalla polizia, nelle lunghe ore di angoscia prima che se ne andassero, parlammo di questo problema dell’attività che andava chiusa ed uno di loro ci disse di rivolgerci alla camera di commercio e che loro avrebbero risolto senza spese aggiuntive e così abbiamo fatto.
Dopo la nostra bella fila, quando fu il nostro turno, l’impiegato ci disse che no, loro non potevano farlo ma intanto potevamo fare la smart card al costo di soli 25 € e con quella poi avremmo visto come fare…figuriamoci, non avevamo i soldi per comprare un filone di pane….25 € alla camera di commercio, ma quando mai!
Girammo il culo…il nostro culo gira spesso ultimamente caro sindaco Nardella, gira più degli zebedei ed ho usato una parola accettabile credo.
Niente! Punto e a capo e siamo a zero….nessuna soluzione!
Qualche mese prima l’ufficiale giudiziario sig.ra Giglio, durante una delle sue cortesi visite mi convocò in tribunale, così, ufficiosamente per parlare.
Che sciocca sono a volte, chissà cosa mi aspettavo che mi dicesse.
Andai e le frasi che sono rimaste indelebilmente fissate nella mente sono state due: la prima fu….senta sig.ra Pistone, onde evitarmi problemi sul lavoro, la prossima volta che veniamo perché non prende le sue cose ed esce di casa?
La seconda, forse la più bella : ma perché non cambiate città?
Mi dispiace solo una cosa, non aver registrato la conversazione perché è stata realmente qualcosa di inverosimile…davvero! Ero allibita infatti me ne andai confusa e stranamente frastornata, non vidi negli occhi di quella persona la benché minima traccia di umanità.
Capisce sig.r sindaco…non so se si rende conto di che gente pagate per “lavorare”.
Intanto ci siamo venduti il vendibile, oggetti, gioielli, quello che possedevamo non c’è più, ricordi…tutto andato, tutto!
Facemmo il bando per vedere se riuscivamo ad entrare in graduatoria ed ottenere un alloggio popolare ma nulla…siamo 1984esimi mi sembra, su 2013 aventi diritto e con due soli punti….forse perché non abbiamo 7 o 8 figli…mah, chissà!
Altra delusione ma andiamo avanti….
Entro il 31 maggio potevamo tentare di presentare tutta la documentazione agli indigenti ma poi ho saputo che senza un minimo di reddito sei fuori e infatti nulla di fatto neanche sul fronte degli alloggi per gli indigenti.
Si va avanti…non so come ma siamo ancora qui, si vive alla giornata.
Eravamo andati alla caritas per vedere se almeno loro ci potevano aiutare in qualche modo ma le uniche cose che abbiamo ottenuto sono state due tesserine per poter mangiare alla mensa di S. Francesco una volta al giorno per tre mesi e l’indirizzo per andare a ritirare il pacco alimentare.
Ah…dimenticavo, sempre alla caritas ci consigliarono caldamente di uscire di casa accettando di andare presso una struttura o casa famiglia perché così facendo avremmo guadagnato qualche punto per salire in graduatoria per un alloggio del comune.
Apprezzo lo sforzo ma dopo 28 anni insieme non permetterò a nessuno, NESSUNO di separare la nostra famiglia.
Mi dissero che era solo una cosa provvisoria…si, certo, conosco persone che sono state per 4/5 anni in certe strutture vergognose dove oltretutto soggiorna la madre con i figli minori mentre il resto della famiglia sotto al ponte.
Allora sa cosa le dico sig.r sindaco….staremo tutti sotto il ponte, uniti nella buona e nella cattiva sorte come abbiamo giurato il 15 luglio del 1995 davanti a Dio, quel Dio nel quale non crediamo più da tanto tempo!
Quando tutto sembrava andare male è arrivato il peggio…e dire che arrivata al fondo stavo già scavando visto che sembrava impossibile ritornare su.
Ci hanno depotenziato il contatore dell’energia elettrica e li è scattato il panico….la luce no, la luce no per favore!
Ho raccolto le bollette arretrate e stornato il costo del canone Rai, (e qui dovrei scrivere un’altra mail ma non ce la posso fare), è risultato che eravamo indietro sulle bollette della luce di qualcosa più di 600 €. Chiamai subito ENI ma mi dissero che una volta depotenziato il contatore non è più possibile rateizzare l’importo….disperazione totale!
Ha mai provato la disperazione più totale sig.r sindaco? Noi si…
Sono corsa alla Caritas pregandoli di aiutarci…possiamo reggere senza gas ma senza luce è un problema serio vivere.
Dopo un breve colloquio la persona che ci ricevette ci disse che due, tre giorni dopo ci sarebbe stata una riunione e che avrebbe sottoposto la nostra situazione ai colleghi per vedere come fare.
Passavano i giorni ma nessuna risposta, chiamavo e mi dicevano che mi avrebbero chiamata loro appena avessero notizie in merito…poi un giorno si spense tutto!
Finito! Niente più luce!
Corsi alla Caritas e quando la persona che ci aveva ricevuto giorni prima mi vide mi fece un cenno …mi avvicinai e mi disse : guardi signora, abbiamo discusso della vostra situazione ed abbiamo la possibilità di stanziare 150 €.
Me lo disse che ero ancora sulla porta ma la mia risposta fu immediata….guardi, facciamo una cosa visto che mi hanno staccato la luce, ora io esco da qui, vado a fare una rapina e se sono fortunata, non mi ammazzano e riesco a mettere insieme almeno 450 € vengo a prendere i 150 che avete stanziato per noi, altrimenti, se metto insieme tutta la cifra, per quanto mi riguarda potete tenervi i vostri schifosi 150 €…e ancora una volta girai il culo!
Se non fosse per i nostri meravigliosi vicini che ci hanno passato un cavo dalla loro cucina alla nostra non avrei neanche il frigorifero acceso.
Tra l’altro i vicini ci chiesero se potevano fare una segnalazione ai servizi sociali sulla situazione di estrema difficoltà della nostra famiglia.
Gli dissi di si e la fecero ma a quanto pare non è servita a nulla visto che ad oggi nessuno si è fatto vivo…ovviamente!

Non sto a spiegarle quanto sia difficile trovare un lavoro per una donna di 48 anni ed un uomo di 56, se poi ci mettiamo sopra il fatto che con lo sfratto a sorpresa almeno uno dei due deve restare a casa almeno fino alle 14…fate voi i vostri conti.
Invece di aiutarci ci state rendendo la vita un inferno…fate tutto il contrario di ciò che sarebbe giusto…dovreste vergognarvi di uscire di casa a volto scoperto, tutelate solo gente che ha decine di appartamenti sfitti, vi siete venduti tutto, pure le case destinate alle famiglie in gravi difficoltà come la nostra, sapete solo rubare, rubare e rubare.
Noi non votiamo più da oltre 20 anni, sarà sicuramente sbagliato ma quando ci siamo accorti che votavamo “il meno peggio” abbiamo deciso di smettere del tutto.

Se non altro quando la gente mi dice : vi lamentate, li avete votati voi ….io posso dire a testa alta NO CAZZO noi non li abbiamo votati!!

Chieda al suo caro amico Renzi caro sindaco….non serve più neanche votare ormai, viviamo in una dittatura e lo sapete bene.
L’unica cosa che vi preme è prendere soldi e c’è un totale disinteresse nei confronti delle famiglie, dei nostri figli che sono il futuro di questo paese.
Sapete cosa diciamo alle nostre figlie?
SCAPPATE…andate via da questo paese di infami, andate via appena vi si presenta l’opportunità!!

Ultimo dettaglio ma non in ordine di importanza…ringrazio il movimento di lotta per la casa ed il comitato inquilini del quale facciamo parte e che posso dire a gran voce essere l’unico motivo per cui abbiamo ancora un tetto sulla testa.
Rip Lorenzo Bargellini, grazie a te e ai tuoi ragazzi abbiamo ricominciato a respirare dopo mesi, mesi e mesi di apnea per la paura di ciò che ci aspettava. Non ti dimenticheremo mai mentre molti appartenenti alle istituzioni che dovrebbero tutelarci e non lo fanno vorrei riuscire a rimuoverli dalla mia mente per sempre!

Credo di averle detto tutto caro sindaco Nardella, la saluto ma non le nego che il mio è saluto di cortesia, niente di più vista l’opinione che ho di tutti VOI, nessuno escluso!

Barbara Pistone