Emergenza casa: occupata palazzina dello scandalo ASL a Calenzano

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Oggi pomeriggio le famiglie in emergenza abitativa sgomberate due settimane fa da viale della Toscana sono tornate ad occupare. Hanno reso finalmente ad un’utilità sociale una palazzina situata in via Salvanti a Calenzano, di proprietà della ASL, costruita con i soldi della regione e mai utilizzata fino ad oggi.

La palazzina fa parte, insieme tra le altre a quella in via Ponte di Mezzo 27, adesso studentato occupato, dello scandalo che ha coinvolto ASL, regione e costruttori riguardo ad appalti per costruzioni legate alla sanità, che una volta acquistate dalla Regione a prezzi maggiori di quelli di mercato, non sono più risultate “adatte” a ciò per cui erano destinate. Sono quindi rimaste “impacchettate” fino a quando non sono state restituite ad una pubblica utilità da chi le ha occupate.

La vicenda ha dato luogo anche ad un’indagine della magistratura a carico dei dirigenti della ASL Tittarelli e Vannozzi per reati di falso in atto pubblico, truffa tentata e consumata e abuso d’ufficio. Addirittura l’indagine di mercato che ha portato alla scelta dell’edificio a Calenzano, all’epoca acquistato come pronto, ma ancora in fase di realizzazione, è stata effettuata per conto della ASL dalla stessa società proprietaria del terreno. Il tutto pagato con fondi regionali per la sanità.

Alla nuova occupazione si sono subito presentati i carabinieri e la polizia municipale, poco dopo sono arrivati anche il sindaco e l’assessore alla casa del Comune di Calenzano, che non hanno saputo fare altro che dire che il problema dell’emergenza casa non li riguarda poiché le famiglie non sono di Calenzano, mentre loro gestiscono con efficienza il problema della casa sul loro territorio. Quanto alla speculazione, a detta loro il palazzo sarebbe stato presto utilizzato per fare non meglio precisati uffici della ASL e quel che riguarda la truffa relativa all’acquisto non dovrebbe riguardare i cittadini “perchè se ne occupa la magistratura”. Una storia già vista: anche dopo l’occupazione da parte di famiglie sfrattate del secondo edificio coinvolto nello stesso scandalo ASL (in via Ponte di Mezzo a Firenze), per coprire lo scandalo e legittimare lo sgombero le istituzione governate dal PD parlarono di un edifico “pronto ad essere utilizzato per l’emergenza profughi”. Un annuncio che si rivelerà falso dopo lo sgombero.

“Tutto questo è inaccettabile. Mentre i soldi pubblici vengono bruciati in queste operazioni, il governo taglia milioni di euro alla sanità pubblica e non fa nulla di fronte al dramma dell’emergenza abitativa che si alimenta ogni giorno a colpi di sfratti per morosità nell’assenza totale di risposte e soluzioni istituzionali.” – dichiarano gli occupanti nel loro comunicato – “Chiediamo infatti l’assegnazione d’emergenza dello stabile alle famiglie sfrattate e in emergenza abitativa, costrette per necessità ad occupare di fronte alle mancanze e alla sordità delle amministrazioni. Vogliamo auto-recuperare un posto che ad oggi non poteva essere utilizzato per ospitare i malati, visto che mancano addirittura le stanze.”

Il Partito Democratico, una volta di più, dai comuni di provincia alla Regione, fa blocco nel negare i bisogni sociali, l’emergenza casa e i tagli alla sanità, e si fa paladino della legalità contro chi si organizza per riprendersi i propri diritti, ma quando l’illegalità riguarda corruzione e speculazioni non ha niente da ridire. Cantava anni fa De Gregori “Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti rubando?”, potremmo ribadire oggi “Stai dalla parte di chi occupa gli edifici mai utilizzati o di chi li ha costruiti rubando?”.