Emergenza casa: protesta con le tende alla Direzione dei Servizi Sociali

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E’ durata tutta la mattinata, fino alla chiusura degli uffici, la protesta del Movimento di lotta per la casa alla Direzione dei Servizi Sociali di viale De Amicis. Una protesta rumorosa e decisa durante il quale sono state montate anche alcune tende. “Non siamo pacchi da spostare nè spazzatura da buttare”. E’ tanta la rabbia per le lettere di sfratto inviate a due famiglie che da due mesi vivono nelle strutture di via Slataper e via dei Massoni. Dopo lo sgombero dalla palazzina di via Baracca 96, il Comune aveva garantito alle famiglie un “accoglienza temporanea” a cui sarebbe dovuto seguire l’inserimento nelle graduatorie di emergenza abitativa e l’assegnazione di un alloggio volano a canone sociale.

Ma le cose sono andate diversamente. “Di punto in bianco ci è stato detto che avevamo dieci giorni per trovare un affitto a prezzo di mercato”, spiegano le famiglie, “una vera presa in giro, visto che il servizio sociale sa benissimo che con i nostri redditi non possiamo permettercelo, altrimenti non saremmo qui”.

“Il Comune ci aveva garantito l’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di una casa di emergenza. Nonostante abbiamo tutti i requisiti, questo non è avvenuto, e ora ci ritroviamo di nuovo sotto sfratto”. Non si tratta di un caso isolato, ma di una vicenda emblematica che smaschera l’intero sistema di gestione dell’emergenza abitativa portato avanti dal Comune di Firenze. La maggior parte delle persone che vengono “accolte” nelle strutture di emergenza dopo uno sfratto ricevono infatti un ospitalità di poche settimane e sono costrette a lasciare la struttura nella stessa ed identica situazione in cui ci sono entrati: senza una casa. Ma c’è di più: in una città di un cui sono 130 gli sfratti in programma ogni mese, dove centinaia di persone vivono nelle strutture di accoglienza, le Graduatorie di Emergenza per l’assegnazione di un allogio ERP contano solo un pugno di nuclei familiari. E’ evidente che qualcosa non torna.

I manifestanti hanno richiesto un passo indietro sul dispositivo di sfratto notificato alle due famiglie, ma alla fine della giornata dai dirigenti del Servizio Sociale non arriva nessuna risposta. Gli unici a farsi vedere sono un numero cospisco di poliziotti che per diverso tempo intima le famiglie di concludere la protesta minacciando un intervento di forza. Ma è inutile. La protesta va avanti e i toni si alzano.

“Non finisce qui – annuncia il Movimento – siamo stanchi delle bugie e delle prese in giro. Domenica contesteremo il sindaco Nardella per mettere sotto accusa tutto il sistemaPD di gestione dell’emergenza abitativa: tanti soldi alle cooperative e solo porte chiuse per chi è sotto sfratto”.

 

 

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