Ex scuola Carabinieri, Nardella si smentisce: niente case popolari, spazio agli eventi esclusivi

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Poche settimane fa era stato lo stesso Nardella ad annunciare l’utilizzo dell’ex scuola Carabinieri che fronteggia la stazione di Santa Maria Novella per realizzare alloggi popolari e case a canone calmierato: “riporteremo le residenze nel centro storico” dichiarava il Sindaco.

Una fake news che si è rivelata tale dopo lo svolgimento della Commissione Urbanistica di Palazzo Vecchio: nessuna deroga al regolamento urbanistico, quindi nessun utilizzo abitativo in programma per l’immobile pubblico in questione. Al contrario la destinazione delle migliaia di metri quadri in questione sarà prevalentemente quella di ospitare eventi istituzioni e – soprattutto – privati: matrimoni, rinfreschi e “happening”. Difficile non prevedere un utilizzo del bene pubblico “esclusivo” reso di fatto inaccessibile ai semplici cittadini da costi e tariffe e orientato, piuttosto che ai bisogni della città, ai capricci di grandi investitori in visita a Firenze e “ospiti d’onore”.

L’emergenza abitativa esplode in tutta la sua drammaticità, come testimoniato dal suicidio di ieri di un uomo di 60 anni trovato impiccato dalla polizia impegnata ad eseguire lo sfratto. E la distanza tra la propaganda della Giunta e la realtà sul tema continua ad essere abissale. Quasi nulle le speranze per le migliaia di cittadini in lista di attesa di una casa popolare, mentre le ultime costruzioni di edilizia popolare di viale Giannotti sono state utilizzare prevalentemente per il trasferimento degli inquilini dei tristemente noti 60 alloggi comunali venduti a dicembre ad un immobiliare. Le “cinquecento assegnazioni” sbandierate ad ogni occasione dal sindaco mistificano la realtà che si nasconde dietro quella cifra: in queste infatti sono incluse anche le ricostruzioni degli alloggi fatiscenti – già abitati da assegnatari.