Fuori i soldi. Tende sotto Palazzo Vecchio

411

Sabato 28 più di trecento persone hanno attraversato in corteo il centro storico fiorentino con l’obiettivo di chiedere conto al Sindaco Nardella dei 40 000 000 di euro di avanzo del bilancio comunale. Di fronte all’enorme presa in giro del “non ci sono i soldi”, ripetuto centinaia di volte agli sportelli dei servizi sociali come all’ufficio casa, a chi abbia chiesto contributi o esoneri del pagamento dei servizi, a chi vorrebbe la propria scuola ristrutturata o lamenta i disservizi dovuti alle privatizzazioni, la manifestazione ha affermato con forza che i soldi ci sono e ne ha rivendicato un utilizzo sociale.

“Le risorse pubbliche –scandisce la piazza – devono essere usate per le case popolari e per alloggi d’emergenza per chi è sotto sfratto o sotto sgombero, per l’edilizia scolastica, per abbassare le tariffe dei servizi ai cittadini, per garantire la scuola dell’infanzia, insomma, per gli abitanti.” La manifestazione si è diretta verso Palazzo Vecchio e, nonostante la provocazione della polizia che ha sbarrato l’accesso a piazza della Signoria, ha piantato le tende sotto il palazzo del Comune.

Che il corteo abbia sollevato una questione sentita in città, lo dimostra la replica apparsa il giorno seguente sui giornali a firma dell’assessore alla casa Funaro, in cui promette la realizzazione di 500 nuovi alloggi ERP : “Dall’inizio del mandato abbiamo consegnato 300 alloggi di edilizia residenziale pubblica ed entro la fine del mandato ne consegneremo altri 500. Di questi ultimi, alcuni sono nuovi e già finanziati, altri, circa 180, saranno finanziati con i soldi della Regione che provengono dal piano Casa Delrio, mentre altri 120 saranno realizzati con un finanziamento straordinario di 4 milioni di euro che troveremo e per il quale siamo già al lavoro”.

Suona comunque strano che un Comune che chiude il bilancio con un avanzo di 40 milioni di euro affermi che è al lavoro per reperire 4 milioni da investire in edilizia residenziale pubblica, dimostrando ancora una volta il disinteresse di questa amministrazione comunale a investire risorse per i problemi veri degli abitanti.

Al di là della propaganda sulla stampa, le promesse del Comune si scontrano con la realtà di un bando ERP che manca da 4 anni e migliaia di persone, sempre in aumento, in attesa da anni. Le privatizzazioni, la bravura nel risparmiare della Giunta si scontra con una città che, in 7 anni di “renzismo” si è vista privare di investimenti sociali, ma anche di servizi.

Non è un caso la tragedia del crollo del lungarno, in una città in cui tutti i servizi sono stati appaltati ad aziende private, che sono capacissime a fare bilanci da milioni di utili a discapito dei servizi e dei diritti dei lavoratori.

Ma molti segnali ci raccontano che gli abitanti di questa città non hanno più intenzione di subire passivamente tali politiche: dai movimenti contro le nocività, alle lotte per il diritto all’abitare fino alle battaglie per il diritto allo studio è sempre più vero che “senza la gente non si decide niente