“Giovanni e Clarissa devono restare alle minime”: inquilini occupano l’Ufficio Casa

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Un mese fa la raccolta di firme che aveva visto schierarsi dalla parte di Clarissa e Giovanni 100 inquilini delle case minime di via Rocca Tedalda. Un appello al Comune per impedire il loro sfratto e richiedere maggiore attenzione alle esigenze degli inquilini. Una richiesta di incontro con i dirigenti comunali rimasta ignorata.

Oggi la contestazione alla decisione di sfrattare dal quartiere la coppia di anziani è esplosa nelle stanze dell’Ufficio Casa. Gli uffici sono stati occupati dalla protesta organizzata dal Comitato Inquilini e cui hanno partecipato molti abitanti delle case minime.

“Giovanni e Clarissa – scrive il Comitato Inquilini – sono una coppia di anziani ultrasettantenni, entrambi invalidi al 100%, che da una vita intera vive nelle “case minime” di via Rocca Tedalda. Un pezzo di storia del quartiere. Dopo la morte del figlio, assegnatario dell’alloggio in cui hanno trascorso gli ultimi anni, il Comune di Firenze intima loro di rilasciare l’alloggio per trasferirsi in via Simone Martini (zona Isolotto). Una proposta inaccettabile dal momento in cui l’alloggio in questione è situato al 3° piano, con un ascensore incapace di ospitare la carrozzina di Giovanni. Ma non solo. Oltre ad annullare le già limitate possibilità motorie di entrambi, il trasferimento vorrebbe dire allontanare la coppia dal contesto sociale e territoriale di appartenenza, ovvero separarla da affetti, relazioni e reti di aiuto fondamentali per la vita di Giovanni e Clarissa.”

La protesta, durata quasi due ore, si è conclusa quando la dirigente del Servizio Casa Dallai ha accordato un incontro con gli inquilini per lunedì mattina per arrivare ad una soluzione condivisa della situazione.

Gli inquilini attaccano: “E’ inaccettabile che i bisogni degli inquilini vengano sistematicamente ignorati. E’ inaccettabile che i regolamenti vengano applicati solo a senso unico come in questo caso, in cui si ignora il diritto degli inquilini anziani a rimanere nel proprio contesto sociale e territoriale di appartenenza. Casa Spa non interviene nei tantissimi casi di sovraffollamento o di mancanza di manutenzione degli alloggi ed è presente nei quartieri popolari solo attraverso gli sfratti. E’ vergognoso che ogni volta in cui i cittadini manifestano i loro bisogno vengano sistematicamente ignorati o addirittura trattati come furbetti. Qui ci sono dei problemi veri e gravi di fronte a cui non ci si può girare dall’altra parte”.