Il bilancio del Comune di Firenze è peggio di quanto pensi

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Abbiamo letto il bilancio consuntivo 2015 del Comune di Firenze e non è stato affatto facile.
La prima cosa che abbiamo capito è che la favoletta dell’“amministrazione trasparente” è una vera e propria presa in giro. Quello che è a disposizione di tutti i cittadini sono sigle oscure, statistiche e una quantità esorbitante di numeri, che tanto varrebbe giocarli al lotto.
Ma dopo qualche nottata in bianco siamo riusciti a decifrare queste novecentottantasette pagine; proviamo quindi a condividere alcune considerazioni.

Come hanno fatto ad “avanzare” 40 milioni?

I conti non sono mai stati così in ordine” ha dichiarato l’Assessore al bilancio Perra. Solo chi concepisce il Comune come un’azienda può andare in giro a vantarsi di aver chiuso l’anno con 40 milioni “avanzati”, peraltro in una città come Firenze che tanto per dirne una quest’anno è stata capitale degli sfratti.
In sostanza, nel corso del 2015 il Comune ha riscosso 709 milioni e ne ha spesi 654, riportando un avanzo di 55 milioni.
La legge di stabilità prevede che i Comuni siano obbligati a tenere da parte una certa quantità di soldi, e in questo caso si tratta di 15 milioni.
È così che il Comune si è ritrovato in cassa 40 milioni di euro che avrebbe potuto decidere di utilizzare… ma evidentemente Nardella e soci hanno preferito non farlo. Non solo: sono riusciti a far avanzare così tanti soldi nonostante i finanziamenti statali siano diminuiti di più di 30 milioni negli ultimi due anni.

Cosa hanno tagliato?

Se andiamo a vedere le spese ordinarie del Comune (cioè stipendi e spese per i servizi), salta subito all’occhio che tutte sono inferiori a quanto previsto all’inizio dell’anno. In totale, infatti, hanno risparmiato 88 milioni, pari al 13% in meno della spesa prevista.
Per l’istruzione si sono spesi 48 milioni, cioè il 13% in meno del previsto e di quanto è stato speso gli ultimi due anni.
Per la cultura si sono spesi 37 milioni, cioè il 14% in meno del previsto.
Per parchi e aree verdi si sono spesi 14 milioni, cioè il 15% in meno del previsto.
Per i trasporti pubblici locali si sono spesi 48 milioni, cioè il 14% in meno del previsto.
Per i servizi sociali si sono spesi 43 milioni, cioè il 20% in meno del previsto, mentre per i nidi 39 milioni, cioè il 10% in meno.

Banche e palazzinari di sicuro non si lamentano

Dicono sempre che “si risparmia per investire”. Abbiamo provato quindi a capire di cosa si parla quando si dice “investimenti”.
Si tratta di tutte le spese consistenti che il Comune può fare.
I soldi per farle, che in passato provenivano dai finanziamenti regionali e statali (questi ultimi sono diminuiti del 90% dal 2013), oggi derivano in grossa parte dall’indebitamento con le banche (54 milioni quest’anno, quintuplicati negli ultimi tre anni), da capitali privati in cambio di permessi per costruire (90 milioni negli ultimi tre anni) e dalla vendita del patrimonio pubblico (55 milioni negli ultimi tre anni).
La storia è sempre la stessa: ci vediamo sottratti sempre più immobili pubblici, gli interessi verso le banche si accumulano (quest’anno sono stati spesi 92 milioni per rimborsare vecchi prestiti), le autorizzazioni a costruire aumentano indiscriminatamente per racimolare un po’ di “oneri e compensazioni”.
E tutto questo nonostante i soldi pare che “avanzino”! Insomma, Nardella e soci, da buoni fedayn renziani, piuttosto che lamentare al governo i tagli dei fondi statali preferiscono rincarare la dose a spese dei cittadini… e a vantaggio delle banche. Eppure ci pare che decine di scuole cadano ancora a pezzi, o che gli 8 milioni spesi per le case popolari (corrispondenti a circa cinquanta case nuove, sulla base di quanto le pagano) siano una goccia nel mare a fronte delle 4000 persone in attesa…
Non solo: ci sono anche degli investimenti previsti in bilancio per cui ci raccontano che “non si è reso disponibile il finanziamento”, fra cui libri e materiali per le biblioteche, arredi scolastici, ripristino di alberi dopo la tempesta della scorsa estate…

La ciliegina sulla torta

Leggendo il bilancio comunale ci siamo accorti che tutte le aziende partecipate del Comune (Publiacqua, Toscana Aeroporti, Quadrifoglio, ATAF, Montedomini, Casa Spa…) hanno chiuso l’anno con un attivo complessivo di 11 milioni. Viene da chiedersi a quale fine si decida allora di alzare i canoni ERP, come mai a Firenze le bollette siano così care o perché si continui a parlare di aumentare i biglietti dell’autobus…

E quindi?

Quindi “fuori i soldi!”. Questa è l’unica cosa che ci sentiamo di dire.
Per rendere l’idea del raggiro ai danni di tutti noi, 40 milioni potrebbero essere 600 nuove case popolari, 4 scuole nuove, il raddoppio dei servizi sociali, 4000 alloggi in affitto per l’emergenza abitativa, il raddoppio degli asili nido, 80000 bambini (che a Firenze non ci sono nemmeno) che non pagano la mensa della scuola per tutto l’anno, il triplo della spesa attuale per i parchi…
Sicuramente 40 milioni non bastano, altrettanto sicuramente non saranno usati per niente di tutto questo, bensì per un pezzo del nuovo aeroporto o del nuovo inceneritore, o per un parcheggio interrato a pagamento in centro che nessuno usa, o per centinaia di telecamere nel centro storico…
Insomma, la prossima volta che andrai a pagare una multa saprai per cosa i tuoi soldi non verranno spesi. Eppure stanno lì parcheggiati, ma, come la tua macchina, nel posto sbagliato.