Il ciuffo di Nardella vale più di una fioriera che vale più di un nero

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“Dobbiamo stare attenti a non fare razzismo al contrario, già abbiamo avuto le fioriere divelte in centro”. E’ questa l’ultima dichiarazione di Nardella, motivando la decisione di negare la giornata di lutto cittadino per Idy Diene.

Sarebbe pericoloso questo “razzismo al contrario” che pretende di dare lo stesso valore di un giocatore della Fiorentina alla vita di un lavoratore nero. Sarebbe pericoloso, hanno già divelto le fioriere. E hanno anche sputato in faccia al Sindaco.

Dopo lo sputo ricevuto da Nardella sul ponte Vespucci, mentre decine di senegalesi contestavano la sua presenza alla manifestazione contro il razzismo, le reazioni non sono tardate ad arrivare. A parlare sono stati quelli che non hanno bisogno di rompere una fioriera per prendere parola nei titoloni dei principali giornali italiani. Gli basta essere quello che sono, ricoprire un certo ruolo ed essere sempre pronti ad dire le cose giuste. Dopo poche ore è arrivata la solidarietà di tutto il mondo politico, anche di quello che non aveva speso una parole sull’omicidio razzista sul ponte Vespucci. La CISL ha definito lo sputo un “gesto inaccettabile”. Sgomento e vicinanza, invece, è stata espressa da Confcommercio. L’invito generale è a lavorare per “mobilitare il mondo politico e civile” e “raffreddare gli animi”. Sono loro il “mondo civile”, sono loro che decidono chi sta dentro e chi sta fuori e – quindi – chi ha diritto alla parola, alla rabbia, allo sgomento, alla paura… al lutto. Lunedì e martedì in strade c’erano i barbari.

Il ciuffo di Nardella colpito da uno sputo ha colpito questa “società civile” più delle due fioriere rotte nelle vie dello shopping di lusso. E due fioriere rotte la hanno sconvolta più della morte di un lavoratore nero freddato con sei colpi di pistola. E’ un fatto di ordine di valore, di gerarchie di importanza: un fatto di ordine, da preservare. Non è vero che Idy non sarebbe mai andato in via Calzaiuoli a fare shopping, e non avrebbe mai votato alle prossime amministrative?
La preoccupazione per questo mondo civile – dove la civiltà si misura sui conti in banca e sul posizionamente nella gerarchia di potere istituzionale – è molto semplice: diventare essi stessi un bersaglio.

Parliamone in autobus, con i colleghi a lavoro, nelle scuole. E poi diciamoci la verità: a nessuno gliene frega un cazzo di queste maledette fioriere e lo sputo sul ciuffo di Nardella ha strappato un sorriso soddisfatto a gran parte di questa città.

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