Il comune chiude il giardino autogestito di via Corridoni. Ma non finisce qui

140

Alcuni abitanti del quartiere di Rifredi avevano, da qualche settimana, aperto l’area verde di via Corridoni angolo via Pisacane, per farne un giardino per tutto il quartiere. L’hanno pulita, riqualificata e iniziata a vivere. L’area appartiene al comune e da anni era in uno stato di abbandonato e di degrado, alcuni cittadini in passato avevano chiesto spiegazione ma il comune latitava.

Adesso il giardino è stato richiuso. Il motivo, spiegato dal presidente del quartiere 5 ai ragazzi che sono andati a chiedere spiegazioni, è che quel pezzetino di verde va cementificato per fare spazio alla centralina elettrica della tramvia, che nell’ultima variante approvata passerà proprio per via Pisacane. Gli abitanti che sono andati a parlare hanno proposto una semplice alternativa: di costruire la centralina nell’area ENEL a tre passi da lì, anche quella vuota e abbandonata, dove del resto dovrà passare proprio la tramvia. Ma il presidente spiega che soldi per fare l’esproprio non ci sono, e che non ha senso toccare un terreno privato quando se ne può usare uno comunale. Il fatto che sia uno dei pochi pezzettini di verde rimasto non è importante per il consiglio del quartiere 5. L’unica proposta fatta dal presidente ai cittadini è stata quella di lavorare gratis per riqualificare un’altra area verde che il comune dovrebbe adibire a giardino secondo il piano regolatore ma che per ora risulta anch’essa abbandonata Proposta che risulta inaccettabile per chi ha voluto dare vita ad un percorso di rigenerazione dal basso del territorio e non vuole certo fare il lavoro al posto degli operai del comune.

Lo stesso Comune, d’altronde, non ha avuto problemi ad espropriare terreni privati quando si è trattato di trovare aree per l’Inceneritore o il Nuovo Areoporto, opere fortemente contestate dai cittadini per il loro inquinamento e cancerogeneità.

Di fronte alla pretesa legittima dei cittadini di avere spazi verdi nei propri quartieri, il Comune chiude ogni possibilità di dialogo, dimostrando ancora una volta come i progetti urbanistici per la città siano composti solo da nuovo cemento, profitti, per i privati, centri commerciali e grandi opere inutili (come è evidente nel nuovo piano regolatore)

La questione del piccolo giardino ci rivela, quindi, tante cose rispetto ad una gestione dello spazio urbano che ignora i bisogni degli abitanti.

Le persone che hanno aperto il giardino non sono contrari di principio alla tranvia, anche se per gli amici di Renzi è un grande business, per qualcun’altro sarà sicuramente un servizio pubblico utile.

Quello che sostengono i cittadini di Rifredi è che un servizio pubblico non debba essere aperto a discapito di un altro, il tutto per giunta realizzato con una modalità fortemente autoritaria che non prende in considerazione le esigenze di chi vive nella città.

Una cosa è certa gli abitanti vigileranno sui “lavori” e in caso questi non partissero torneranno a chiedere spiegazioni e a pretendere soluzioni alternative.

Ma una cosa intanto l’abbiamo capita, che la rigenerazione urbana e la possibilita di una qualità della vita migliore non passa per le istituzioni governate dal partito democratico. Ma passa attraverso l’organizzazione dal basso per strappare metro dopo metro spazi di vita ad una controparte che devasta e saccheggia i territori in nome del profitto.

CONDIVIDI