#5N Il NO in piazza… direzione Leopolda!

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Mentre Renzi è costretto a volare verso gli USA alla disperata ricerca di sostegno alla causa del “Sì”, a Firenze si è tenuta una partecipata assemblea di chi dice NO per preparare l’accoglienza al premier alla Leopolda.

Tante le lotte che hanno preso parola, testimoniando l’esistenza di una Firenze diversa da quella troppo spesso raccontata come “la città del premier”. La città che lotta contro la speculazione e il caro-affitti, dove gli studenti scendono in piazza e occupano le scuole per opporsi alla “buona scuola”, dove gli abitanti dei quartieri si attivano contro lo smantellamento dei servizi e della sanità pubblica, dove migliaia di giovani rifiutano un presente ed un futuro di precarietà.

Si è evidenziato e denunciato il tentativo da parte del governo di ridurre all’invisibilità le tante contestazioni che da mesi accompagnano ogni passerella elettorale, e più in generale le ragioni di chi dissente. “La mia scorta sarà la gente”, dichiarava Renzi in tempi non sospetti. Oggi, al contrario, emerge l’immagine di un premier spaventato dal confronto con una realtà sociale che lo sfiducia e non crede più a promesse e bugie.

A partire da questo ragionamento, e guardando al crescere della mobilitazione sociale che vedrà nella manifestazione nazionale del 27 novembre a Roma un passaggio centrale a pochi giorni dalla scadenza referendaria, si è approfondita la suggestione emersa durante l’assemblea nazionale del 1 Ottobre di utilizzare la Leopolda del Sì come occasione per chi dice NO, a Firenze e nel resto del paese, di fare irrompere sulla scena le molte ragioni che oggi compongono il NO al governo della precarietà, dell’attacco ai diritti e del servilismo spudorato ai poteri forti. Quegli stessi poteri che si riuniranno alla Leopolda e che oggi rappresentano il partito del Sì: il mondo delle banche e della speculazione, la cricca delle grandi opere e quella delle cooperative dello sfruttamento selvaggio del lavoro, e non ultima quella stessa casta politica che Renzi diceva di volere rottamare.

E’ per questo motivo che durante l’assemblea si è sottolineata l’importanza di portare le ragioni del NO alla Leopolda, rifiutando di stare ai margini mentre il premier racconterà a reti unificate di un paese “in ripresa” che non esiste.

Condivisa la necessità di impegnarsi per la costruzione di una grande manifestazione capace di parlare e coinvolgere chi oggi non è più disposto ad accettare le pensati conseguenze di 30 mesi di governo renziano. Un passaggio importante, in un processo più ampio che deve guardare all’apertura e all’allargamento di uno spazio di espressione per quel NO che oggi vive nella pancia del paese ma che ancora non si è tradotto in attivazione. E’ per questo che si è deciso di impegnarsi nella giornata del 29 ottobre con iniziative diffuse di comunicazione, andando a portare la proposta di contestazione nelle scuole, nei mercati, nelle piazze e nelle periferie.

L’appuntamento è per il 5 Novembre, alle 15.00 in piazza San Marco.

Tutti in piazza… direzione Leopolda!

#FirenzediceNO