In duecento assordano il Prefetto contro sfratti, sgomberi e art.5

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Duecento persone hanno manifestato oggi da piazza San Marco fin sotto la Prefettura per il diritto alla casa. Un “cacerolazo” rumoroso aperto dalle famiglie sotto sfratto e occupanti per necessità “armate” di pentole e fischietti. “Giustizia sociale” recitava lo striscione di testa: è lo stesso che ha aperto due settimane fa la Marcia delle Periferie che ha sfilato dal Ponte di Mezzo a Novoli.

Questa volta la protesta è arrivata sotto i palazzi che contano. Le misure urgenti richieste al Prefetto dal Movimento di Lotta per la casa sono un blocco degli sfratti e degli sgomberi, la requisizione e l’assegnazione per gli immobili sfitti di banche e immobiliari e la cancellazione dell’art.5 del Decreto Lupi.

“Basta eserciti di polizia e manganelli, le case ci sono”. Sotto accusa la gestione della questione abitativa da parte delle istituzioni, che vede Prefettura e Questura impegnate ad affrontare la questione casa come un problema di ordine pubblico: una vera e propria guerra quotidiana alle famiglie che si ritrovano in difficoltà economica, morose o costrette ad occupare.

La manifestazione ha solidarizzato con le famiglie sgomberate martedì dall’ex-Telecom di Bologna e ha espresso la volontà di raccogliere l’esempio di coraggio e dignità dimostrato durante le diciotto ore di resistenza.

Sotto la prefettura, alla protesta per il diritto alla casa si è aggiunta la quella dei lavoratori della scuola scesi in piazza contro la buona scuola. I lavoratori COBAS sono intervenuti anche contro l’esclusione dal diritto alla studio che sta producendo l’art.5 del Decreto Lupi. Molti bambini, infatti, si stanno vedendo rifiutare le domande di iscrizione a scuola, per la quale è richiesta la residenza nel Comune.

Il vice Prefetto ha accettato di ricevere una delegazione del Movimento, ma si è limitato ad annotarne le richieste senza dare risposte di nessun tipo. Troppo poco per chi da tempo si mobilita per richiedere soluzioni vere e urgenti. Non è difficile intuire una insistente indisponibilità della Prefettura ad invertire la rotta rispetto all’attuale politica fatta di sfratti e sgomberi nell’assenza totale di soluzioni dignitose per le famiglie.

Mentre ogni giorno tre famiglie ricevono un esecuzione di sfratto, sono centinaia gli occupanti minacciati di sgombero a Firenze. Il costo degli affitti resta inaccessibile, la graduatoria per le case popolari bloccata e 11000 alloggi restano sfitti in città.

Si annunciano quindi nuove manifestazioni fin dalle prossime settimane, mentre venerdì 30 la lotta per la casa si mobiliterà per impedire lo sfratto di due famiglie. Le intenzioni del Movimento sono chiare e scandite al megafono: “se sfratti e sgomberi non li bloccano loro, li bloccheremo noi”.

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