“Io sto con Barbara e Demetrio”: a Novoli nel giorno della sentenza per la resistenza allo sfratto

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Io sto con Barbara e Demetrio, questo lo slogan lanciato per il corteo di questa mattina da parte del Comitato Inquilini di Firenze e solidali.

Un corteo è sceso per le strade di Novoli in solidarietà alla famiglia sfrattata brutalmente e arrestata lo scorso 14 Settembre da via del Pellegrino dopo ore di resistenza.

Nel corteo, partito da via Baracca e diretto verso il tribunale, dove si è svolta l’udienza in cui era imputata la famiglia, è stato ribadito chi sono i veri criminali che andrebbero processati, coloro che calpestano i diritti di chi si trova in difficoltà: chi governa con politiche non idonee ed escludenti per una tale emergenza abitativa e i grandi proprietari che affittano a prezzi non accessibili. Da troppo tempo ormai a Firenze l’emergenza abitativa viene vista come un problema di ordine pubblico da affrontare con le forze dell’ordine e nei tribunali, e non con politiche abitative adatte a risolvere la questione.

Il corteo è poi arrivato sotto il tribunale dove si è ricongiunto alla famiglia. L’udienza si è conclusa con una condanna di otto mesi per Barbara e un’assoluzione per Demetrio e la loro figlia.

Di seguito l’appello del Comitato Inquilini che lanciava la manifestazione:

Barbara, Demetrio e una delle loro figlie saranno processati il 30 ottobre per aver opposto resistenza al proprio sfratto per ben nove ore, rifiutandosi di lasciare la propria casa in assenza di un alternativa degna. Quella di Barbara e Demetrio è la storia di tantissime famiglie che si trovano a pagare il prezzo più caro della crisi economica: la perdita del lavoro, l’impissibilità di continuare a pagare, dopo anni, un affitto di 900€ al mese per vivere in una casa fatiscente, la lettera di sfratto dal padrone di case, proprietario di altri 3 appartamenti (murati) nello stesso palazzo. Ma anche le porte chiuse in faccia dal Servizio Sociale e dall’Ufficio Casa del Comune. Poi l’art.610 e, quindi, lo sfratto “a sorpresa”. Ma Barbara e Demetrio non si sono mai arresi. Insieme al Comitato Inquilini hanno continuato a pretendere risposte dalle istituzioni che dovrebbero garantire il diritto alla casa a chi si trova in difficoltà, hanno scritto lettere (ovviamente senza ricevere risposta) al Sindaco, e non hanno mai avuto paura di metterci la faccia e di denunciare la situazione di prevaricazione che stavano subendo dai proprietari di casa, dal Comune e dai servizi sociali. Quando la proprietaria è arrivata con la polizia in antisommossa e i servizi sociali hanno rifiutato di offrire ogni tipo di soluzione, hanno resistito per 9 ore insieme alle figlie per difendere il diritto alla casa.
La storia di Barbara e Demetrio è “roba nostra”, di tutti coloro che credono che oggi ci sia bisogno di lottare per conquistare un riscatto sempre urgente. La loro determinazione nasce dalla consapevolezza che i diritti vanno conquistati giorno dopo giorno, con la lotta e la dignità di chi non si arrende davanti alle ingiustizie, alla violenza della polizia schierata a difesa dei più ricchi e all’arroganza di chi sta nei palazzi e pretende di decidere sulla testa delle persone.
Il 30 ottobre invitiamo tutti alla manifestazione che partirà dallo spazio IAM di via Baracca (lato piazza Puccini), il luogo degli sportelli e delle assemblee che stanno alla base dei comitati e delle lotte per la casa e la dignità. Attraverseremo il quartiere di Novoli facendo nomi e cognomi dei veri criminali, per poi raggiungere il tribunale di viale Guidoni e portare il nostro sostegno a Barbara e Demetrio.
Facciamo appello a tutti per manifestare in solidarietà a Barbara, Demetrio e la loro famiglia lunedì 30 ottobre, giorno in cui saranno processati. Crediamo che tutta la città dovrebbe schierarsi dalla loro parte, dalla parte dei cittadini che hanno il coraggio di alzare la testa. E affermare in quel giorno che siamo tutti colpevoli di resistere e davanti alle ingiustizie, che tutti e tutte rivendichiamo il diritto alla legittima difesa. Perché i veri criminali sono i governanti che calpestano i nostri diritti e la nostra dignità e i palazzinari che impongono affitti da rapina.

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