La beffa della manifattura tabacchi: hotel e studentato per i ricchi e niente per gli abitanti

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Sta per essere consegnata in questi giorni la proposta di ristrutturazione dell’area dell’ex manifattura tabacchi tra novoli e le cascine, patrimonio pubblico già svenduto, dopo 17 anni di abbandono, ad un grande gruppo capitalista americano.

L’idea presentata a palzzo vecchio è di realizzare un grande hotel di lusso, una università privata, e una struttura ricettiva per studenti ricchi. Insomma, un posto ad uso e consumo per studenti e turisti benestanti e di passaggio, senza nessuna interazione o servizio per gli abitanti storici della periferia fiorentina, in questi anni sempre più abbandonati dalle amministrazioni comunali, in merito a trasporto pubblico, asili, verde pubblico, sostegno al reddito e all’emergenza abitativa.

Il progetto scavalca addirittura il recente piano urbanistico in senso peggiorativo, già generoso verso gli investitori privati nel quadrante nord ovest della città.

Dal progetto viene cancellato infatti il complesso residenziale e polifunzionale, con un area commerciale e abitativa immaginata dall’amministrazione più a misura di abitante, e in discussione anche la realizzazione di un’asilo, storica rivendicazione di alcuni comitati di cittadini.

Scompare cioè dalla scena anche quella logica della “compensazione”, per cui i grandi investitori, in cambio dei “regali” da parte delle amministrazioni (rispetto ad esempio alle ultime modifiche del piano urbanistico), erano tenuti a spendere qualcosa per edilizia calmierata, verde pubblico e servizi, a dimostrazione di un potere pubblico cittadino sempre più supino ai grandi interessi degli speculatri, in barba ai reali interessi di chi vive nelle periferia.

La manifattura tabacchi diviene simbolo di una zona nord della città sempre più contesa tra gli interessi della rendita e della speculazione, spalleggiati da palazzo vecchio, e gli interessi veri degli abitanti, che in questi anni rispetto alle trasformazioni urbanistiche e all’assenza di giustizia sociale, si sono mossi per rivendicare servizi, reddito e dignità per le periferie fiorentine.

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