La lotta nella Piana e la paura del PD

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Una settimana di lotta nella piana si è conclusa. Più volte gli attivisti dei comitati, ma anche tanti semplici abitanti determinati a difendere il territorio dopo che la voce che Toscana aeroporti iniziava in silenzio alcuni scavi esplorativi si spargeva, si sono ritrovati al presidio No inc No aereo per vigilare sulla piana. Più giorni la ruspa e la trivella di Toscana aeroporti sono tate fermate in più punti dagli abitanti, che hanno dimostrato di saper conoscere e muoversi nella piana meglio della controparte. L’ultima trivella intravista arrivava già scortata dalla polizia, cosa che comunque non ha impedito agli attivisti di effettuare un blocco dei carotaggi. L’unico modo in cui il partito democratico e le aziende rapinatrici potranno iniziare a costruire le opere dannose nella piana sarà proprio quello dei ladri e degli invasori costretti a militarizzare il territorio e a farsi scortare per poter lavorare.

La determinazione degli attivisti a frapporsi all’inizio dei lavori propedeutici per la nuova pista costringe la controparte ad uscire allo scoperto e ad utilizzare i media di regime per giustificare l’opera, mettendo addirittura un bambino felice che guida un aereoplanino sulla prima pagina della Nazione, un’offesa a chi in questi anni si è messo in gioco proprio per tutelare la saluta propria e dei propri figli.

E’ chiaro che queste mosse sono la risposta di una amministrazione che ha paura di quello che hanno messo in campo i movimenti contro le grandi opere, soprattutto la paura di un loro allargarsi ancora di più.

Sanno benissimo che il consenso dei cittadini a queste opere è basso e la paura dei movimenti popolari produce l’ennesima beffa firmata dal ministero dell’ambiente: un nuovo decreto appena approvato che in barba a quanto espresso nel referendum e nelle lotte di dicembre contro il governo Renzi, accentra i poteri verso l’alto rispetto alla VIA necessaria per l’inizio dei lavori delle grandi opere. Cambiando le regole del gioco in corso d’opera il PD spera di aggirare le 140 prescrizioni sull’inizio dei lavori attuali che dimostravano tutti i rischi ambientali dell’opera, proprio mentre viene a galla che anche l’attuale aeroporto violi le normative a danno degli abitanti di Brozzi e Peretola.

Se il PD è costretto a giocare queste carte è perché i movimenti hanno saputo rappresentare una minaccia reale alla speculazione nella piana come in tutta Italia, di certo i comitati fanno sapere di essere più determinati che mai a bloccare questa follia.

 

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