La lotta paga al Polotecnico Salvemini-Duca

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Sono ormai settimane che gli studenti del Polotecnico Salvemini-Duca D’Aosta protestano con forza all’interno della scuola contro le prove Comuni, per una maggiore flessibilità negli orari d’ingresso a scuola (dopo che i ritardi permessi nel corso dell’anno sono stati ridotti a 6), e contro il malfunzionamento delle attrezzature scolastiche (bagni, macchinette, prese elettriche, lavagne elettroniche). Hanno presentato le loro proposte per il miglioramento della vita all’interno dell’istituto al preside, ma hanno ricevuto porte chiuse in faccia e prese in giro. Gli studenti non si sono arresi finché non è stato annunciato che le proposte erano state discusse in Collegio docenti: “La nostra perseveranza paga..la Lotta paga!! Abbiamo fatto un grande passo in avanti, tutti insieme. Ora sta a noi vigilare sul fatto che le proposte siano applicate tempestivamente!!“. Sono riusciti così a ottenere la cancellazione delle prove Comuni e hanno espresso la volontà di organizzare un’autogestione a scuola per confrontarsi e dibattere.

Una settimana fa, però, il preside e la vice-preside hanno tentato di fargli abbassare la testa, riducendo i giorni di autogestione da 5 a 3 e provando a imporre loro dei recinti per quanto riguarda le discussioni che si sarebbero dovute tenere all’autogestione. Oltre il danno, la beffa: le istituzioni scolastiche pretendevano che gli studenti rinunciassero a un’assemblea ordinaria mensile per ogni giorno di autogestione: per 5 giorni di discussione a scuola, 5 assemblee mensili perse. Il Collettivo Antagonista Salvemini-Duca aveva annunciato un ultimatum per il 31 ottobre, entro il quale il Consiglio d’Istituto avrebbe dovuto fare un passo indietro. Così non è stato, e gli studenti del Salvemini-Duca non si sono fatti piegare, contrattaccando con la decisione di occupare la scuola.

E’ bastato un giorno di scuola bloccata e le istituzioni scolastiche, che hanno attaccato gli studenti con le minacce di polizia e digos, hanno ceduto sull’autogestione, concedendola agli studenti per 4 giorni con un quinto di assemblea generale; autogestione che non andrà a intaccare le assemblee mensili dei prossimi mesi. Gli studenti si sono ripresi così ulteriori spazi di confronto e organizzazione. E’ stato deciso quindi di abbandonare l’occupazione, con la consapevolezza però che la lotta paga e che quello che gli studenti hanno ottenuto è solo una piccola parte di ciò che gli spetta: “Abbiamo dimostrato di essere un gruppo affiatato, unito e davvero coeso e incazzato. Ma sopratutto cosciente di quello che potevamo e abbiamo fatto. Per un momento il tempo si e’ fermato e abbiamo messo da parte tutto…eravamo solo noi e la scuola. Questa grande comunità che ci siamo promessi di migliorare“.