La protesta dei genitori: “Diritto allo studio anche per chi non può pagare”

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Decine di genitori hanno protestato oggi davanti agli uffici comunali di via Nicolodi, sede della Direzione Istruzione e Supporto alla Scuola. Sotto accusa l’insufficienza delle risposte messe in campo dal Comune di Firenze per garantire il diritto allo studio anche alle famiglie in difficoltà economica, impossibilitate a sostenere il costo altissimo delle spese legate agli studi. Ma non solo: tra i motivi della protesta anche gli effetti devastanti dell’art.5 del Decreto Lupi che, negando alle famiglie occupanti il riconoscimento della residenza nel Comune, sta creando un vero e proprio meccanismo di esclusione dal diritto allo studio per centinaia di bambini in città.
Solo pochi giorni fà, il neonato Comitato per il Diritto allo Studio, aveva denunciato una situazione pesante: ragazzi che a due mesi dall’inizio delle scuole non sono ancora in possesso dei – costosissimi – libri scolastici; famiglie che si trovano a fare i conti con le cartelle di Equitalia perchè non riescono a pagare i servizi di mensa; bambini respinti dalle scuole perchè occupanti e senza residenza. E poi “troppe sono le famiglie che riescono a pagare i costi degli studi solo a costo di pesanti sacrifici e difficoltà”.
L’Assessore Giachi – tramite alcune dichiarazioni rilasciate ai giornali, aveva risposto alla denuncia del Comitato negando l’esistenza del problema e vantando l’efficacia delle risposte messe in campo dal Comune. Una risposta che ha aumentato la rabbia dei genitori, che stamani hanno manifestato rumorosamente con pentole e striscioni fino alla decisione del Responsabile Supporto alla Scuola del Comune di riceve una delegazione.
Queste le richieste del comitato alle istituzioni: una fascia di esenzione dal pagamento dei servizi scolastici (mense, scuolabus e “pre e post scuola”) per le famiglie a basso reddito che non sia vincolata alla presa in carico dei Servizi Sociali; aumento delle risorse da destinare al “Pacchetto Scuola” come contributi alle spese di libri, materiali e trasporti; garanzia di pari diritti per i bambini che vivono in occupazione.
Il dirigente del Supporto alla Scuola Bonifazi, che ha incontrato la delegazione, si è impegnato a muoversi per garantire l’iscrizione dei bambini occupanti e a sollecitare l’Assessore sulla necessità di destinare più risorse al diritto allo studio e l’urgenza di scelte politiche che tengano conto di una situazione grave.
Un primo passo di una battaglia lunga: già dalle prossime settimane si annunciano nuove mobilitazioni che avranno l’obiettivo di richiamare alle proprie responsabilità Comune e Regione.

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