Le case ci sono: occupazione simbolica di un edificio della Cassa Depositi e Presititi

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Il bando ERP continua a venir rimandato e le risposte da parte del Comune di Firenze, nonostante le proteste delle scorse settimane, alla richiesta del passaggio da casa a casa per le famiglie sotto sfratto sono completamente assenti. Mentre sempre più sfratti vengono rimandati “a sorpresa”, Comune, ufficio casa e servizi sociali continuano a negare la possibilità di accesso a soluzioni che non siano le strutture di accoglienza (nella maggior parte dei casi solo per minori con la madre, anziani e disabili) perché “non ci sono i soldi” e “non ci sono le case”.

Questa mattina il Comitato degli inquilini sotto sfratto ha voluto evidenziare quanto ci sia di falso in queste affermazioni, occupando simbolicamente un edificio in via de’Benci 4, vuoto da decine di anni, salvo un breve periodo in cui è stato occupato negli anni novanta, ceduto da INAIL alla Cassa Depositi e Prestiti, affinché sia svenduto. “Più di 2000m2 sfitti da venti anni e ora in vendita. E poi dicono che non ci sono case per chi ha uno sfratto… e mentre centinaia di alloggi pubblici restano vuoti SPENDONO 70 euro al giorno per “ospitare” una donna sfrattata con un minore dentro le strutture. Siamo stanchi: assegnare le case vuote alle famiglie in emergenza!”.

Uno dei tanti casi di edifici pubblici in vendita, tra cui la Asl di Santa Rosa, che verrà chiusa per vendere l’edificio per farne un albergo. Decine quelli nel centro storico, dove non deve abitare più nessuno per lasciare spazio all’industria del turismo: a suon di sfratti quartieri come quello di Santa Croce sono ogni giorno più disabitati.

Un’impostazione chiara, la politica del PD fiorentino è volta a tutelare su ogni fronte degli interessi ben precisi che nulla hanno a che fare con le necessità degli abitanti: da una parte le cooperative che gestiscono le strutture d’accoglienza, di gran lunga preferibili alle case popolari perché la precarizzazione delle persone è permanente e quindi anche i guadagni; dall’altra gli interessi della speculazione immobiliare, a cui il comune svende immensi patrimoni nel centro storico e in tutta la città, senza nessun vincolo di utilità sociale. Addirittura il sindaco Nardella fa l’agente immobiliare con un programma per “attirare gli investimenti” su Firenze favorendo la vendita di decine di edifici pubblici e privati: il bando per la speculazione è sempre aperto, quello per le case popolari invece non si fa.

Gli inquilini sotto sfratto e il Movimento di Lotta per la Casa hanno voluto anche oggi ribadire che pretendono una politica di segno completamente opposto: blocco della svendita del patrimonio pubblico per realizzare case popolari, blocco degli sfratti fino a che non sarà garantito il passaggio da casa a casa e pubblicazione immediata del bando ERP.