“Lo striscione non si tocca”. Iniziativa degli studenti in via Laura

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Ieri mattina, 4 aprile, gli studenti e le studentesse di Scienze della Formazione hanno trovato una sorpresa ad attenderli in facoltà: lo storico striscione “Ama la cultura, ripudia il fascismo”, risalente al movimento dell’Onda e appeso nell’atrio dal 2010, era stato rimosso. “Lo striscione non era bello”: così è stata motivata la decisione da Gianfranco Bandini, Presidente della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione.

Siamo tutti antifascisti!”: oggi pomeriggio studenti e studentesse si sono dati appuntamento nell’atrio della facoltà per spiegare con volantinaggi e un intervento al megafono quanto accaduto. Lo striscione è stato riappeso tra gli applausi.

Oggi in via Laura è stato affermato chiaramente che la facoltà e i suoi spazi appartengono agli studenti, e che soprattutto in questi giorni, in cui 86 persone sono in attesa di sentenza per un maxi-processo che riguarda proprio il periodo dell’Onda, la continuità con le lotte degli ultimi anni continua a vivere nelle facoltà. Intanto dalle università ci si prepara alla mobilitazione in solidarietà agli 86 imputati: l’appuntamento è per questo sabato, alle ore 15.30 in piazza S.Maria Novella.

Questo il comunicato del Collettivo Nosmet che lanciava l’appuntamento di oggi:

AMA LA CULTURA RIPUDIA IL FASCISMO

Da 6 anni quel pezzo di stoffa, simbolo e non solo, riportava noi tutti al perché quotidianamente entravamo in quell’edificio. Era un monito, un dovere di azione e coscienza. “AMA LA CULTURA RIPUDIA IL FASCISMO”, lo striscione che si trovava nell’atrio di Via Laura in seguito all’ occupazione del plesso avvenuta nel 2010 durante i movimenti dell’Onda, è stato rimosso. Movimenti portati avanti dagli studenti, il cui obbiettivo era quello di difendere l’istruzione in ogni suo grado contro la riforma Gelmini e che attualmente sono sotto processo (sono di pochi giorni fa le richieste di condanna ai danni di 71 studenti). Anche in via Laura l’autorità si mostra per quello che è, ergendosi a censore del libero pensiero e relegando l’antifascismo e la cultura a elementi di disturbo. Infatti, il Presidente della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione Gianfranco Bandini, ha delegato due segretarie a rimuovere lo striscione e quando questo è stato riappeso dai custodi ha pensato bene di farlo tagliare e buttare via. Alla nostra richiesta di spiegazioni la risposta è stata che lo «striscione non era bello». Con questa azione risulta evidente come anche la nostra Scuola ed il nostro Dipartimento abbiano deciso di abbandonare e dimenticare tutti quegli studenti che si sono messi in prima linea per una scuola e una didattica migliore, non solo per noi come studenti ma anche per noi come futuri insegnanti ed educatori. Non accetteremo in silenzio quanto accaduto, domani riporteremo quello striscione al suo posto per ribadire quanto la cultura sia l’arma più potente che abbiamo contro fascismo e ignoranza e che i futuri docenti ed educatori non accettano una scuola silenziosa in cui non sia consentito pensare ed esprimersi.

VI INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE, DOMANI 5 APRILE ALLE 16.00, E A RIBADIRE TUTTI INSIEME “NO AL FASCISMO NELL’ UNIVERSITA’, SI ALLA LIBERTA’ DI PENSIERO NELLA SCUOLA”