Nardella vende le case popolari per fare la TAV

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“Per valore commerciale o per contesto edilizio non hanno le caratteristiche per poter far parte del patrimonio Erp”. Giustifica così il Sindaco Nardella la notizia dell’imminente vendita “in blocco” di più di 60 immobili comunali. Ma la realtà è ben diversa: si tratta di decine di normalissimi alloggi residenziali, tra cui le attuali case popolari di via dei Pepi già da decenni ad utilizzo Erp. Ricapitalando: le case in vendita sono già case popolari, o potrebbero facilmente esserlo.

Ma questo non sembra importare molto alla giunta comunale che ha già deciso di svendere un altro pezzo di patrimonio pubblico, nonostante l’emergenza abitativa in città si misuri in numeri drammatici. Infatti, sono 130 le famiglie ogni mese che vengono sfrattate e circa 2000 le famiglie in attesa di una casa popolare (spesso da molti anni) dopo che l’ultimo bando Erp ha dato casa solo al 3% degli aventi diritto.

Il Comune di Firenze ha spiegato che i soldi derivanti dalla vendita “saranno impiegati nel bilancio degli investimenti e finiranno nei capitoli delle grandi opere”.

Insomma, il Comune vende le case popolari sottraendole agli attuali inquilini e alle famiglie in attesa da anni di un assegnazione. Vendendo, regala agli speculatori un altro pezzo di centro storico (perchè è lì che si trovano la maggioranza degli immobili). E le risorse derivate dalla vendita verranno utilizzare per finanziare le grandi opere inutili e dannose come il tunnel TAV e la stazione Foster, l’inceneritore e l’aeroporto. “Fare cassa”, quindi, per trasferire poi il bottino nelle tasche dei grandi costruttori che ingrassano sulla devastazione della città.

Al sindaco Nardella, stavolta, una cosa va riconosciuta: era difficile fare di peggio.

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