Nasce il “Comitato di Resistenza ASL di S.Rosa” nonostante le provocazioni del PD

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Si è tenuta questa sera l’assemblea sulla dismissione del presidio sanitario ASL di Santa Rosa in Oltrarno. Nonostante il circolo Arci 25 Aprile – che doveva mettere a disposizione una sala per lo svolgimento dell’incontro – l’abbia negata con meno di 24 ore di preavviso a causa di pressioni da parte del PD fiorentino, dopo un’accesa discussione con i vertici del circolo l’incontro ha avuto luogo.

“Se fanno pressioni per impedirci di discutere la questione della dismissione della ASL – si fa presente nell’assemblea – è perché la possibilità che i cittadini prendano parola a riguardo spaventa l’amministrazione PD”.

Gli abitanti hanno discusso della dismissione del patrimonio pubblico e della sua privatizzazione, ma soprattutto della necessità di un servizio sanitario pubblico, efficiente e vicino alle persone. Molti interventi hanno ribadito la necessità di dar vita a una battaglia a difesa della ASL in un quartiere che ha già visto la chiusura di altri presidi sanitari e la cui popolazione, soprattutto i tanti anziani, troverebbe enormi difficoltà a dover attraversare la città per avere accesso ai più banali servizi. La chiusura del presidio potrebbe compromettere anche il futuro lavorativo delle decine di dipendenti ad oggi impiegati, alcuni dei quali erano presenti all’assemblea e hanno partecipato alla discussione.

In tutto ciò uno dei problemi avvertiti con maggiore forza dalle persone è la mancanza di chiarezza da parte dell’amministrazione: le uniche notizie che si hanno provengono dai giornali e si contraddicono di volta in volta, passando da progetti di vendita e cambi di destinazione d’uso allo spostamento nella sede della ASL di uffici regionali (“per risparmiare”, come se la Regione non fosse proprietaria di decine di edifici inutilizzati che guarda caso sono in vendita…). Tutti questi progetti sono però accomunati dalla cancellazione del presidio sanitario territoriale restando sul valgo con l’ipotesi di dirottare chi usufruisce dei servizi di S. Rosa a Torregalli, all’IOT, a S. Giovanni di Dio…

È quindi emersa con forza la necessità di dar vita a un Comitato che si organizzi dal basso per imporre agli amministratori, in primis alla Regione Toscana, che decisioni di questo tipo non possono essere prese a discapito degli abitanti. Anche in questa occasione gli interventi degli abitanti hanno sottolineato come la gente sia stanca di essere presa in giro da partiti e politici, e come la lotta diventi la giusta via da percorrere per una prospettiva che paghi.

Unanime l’idea che la battaglia a difesa di Santa Rosa debba coinvolgere la popolazione della zona, ma anche dare un segnale di resistenza al più generale smantellamento della sanità pubblica, a favore dell’arricchimento del “privato sociale”, tanto caro all’assessore Saccardi, e del business sulla pelle dei cittadini.

Il comitato ha deciso di riunirsi nuovamente fra due settimane, pretendendo dal Quartiere 4 di poter utilizzare uno spazio pubblico, dato che anche in passato l’amministrazione comunale aveva negato agli abitanti di San Frediano questa possibilità.