Nuova giornata di lotta a Firenze contro il nuovo ISEE

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Un centinaio di studenti si sono diretti in corteo verso l’assessorato regionale all ’istruzione per chiedere risposte reali al problema del diritto allo studio messo in discussione dal nuovo calcolo ISEE: solo a Firenze  370 studenti perderanno il posto alloggio e in migliaia la borsa di studio. Dopo due giorni di tendopoli nella casa dello studente, la protesta è andata a bussare alle porte dell’assessore Monica Barni. Davanti al rifiuto di far salire una delegazione, gli studenti hanno reagito cercando di entrare a spinta dentro l’edificio. Dopo l’intervento della polizia in tenuta antisommossa a sbarrare l’ingresso, la determinazione degli studenti a non muoversi di un millimetro ha dato i suoi frutti:

l’assessore è scesa, infatti, ad ascoltare le ragioni del presidio, dove è stata messa alle strette dalle richieste di decine di studenti che il 30 ottobre perderanno le residenze.

“Il governo non ci dà le risorse necessarie”, ha esordito la stessa esponente di quella classe politica che impone il sacrificio agli studenti.  L’annuncio di una possibile istituzione di una Borsa Servizi – ovvero un piccolo contributo di sostegno al reddito –  è stata recepita dagli studenti come del tutto insoddisfacente per i reali bisogni di chi perde la borsa e si troverà anche con le tasse aumentate. E’ chiaro tuttavia che anche queste proposte, per quanto insufficienti, sono solo il risultato della lotta e che sarà necessario lottare ancora per strappare di più.

Dopo la richiesta a gran voce delle dimissioni dell’assessore da parte del presidio, gli studenti si sono mossi in corteo per raggiungere la facoltà di architettura e riunirsi in assemblea ribadendo l’intenzione di non abbandonare le stanze alla scadenza del 30 e portare avanti il presidio permanente in viale Morgagni per richiedere a gran voce un nuovo tavolo di discussione che coinvolga Rettore, DSU e Regione Toscana.

In queste settimane di lotta abbiamo assistito ad una contrattazione con le controparti istituzionali spinta dal basso, sostenuta da una mobilitazione che ha visto protagonisti i soggetti reali colpiti dal processo di impoverimento dentro cui il nuovo calcolo ISEE gioca un ruolo importante. Nello scontrarsi con la sordità delle istituzioni, l’elemento del conflitto e le rigidità di chi con dignità afferma di non voler uscire dalle case, si rivelano elementi imprescindibili per poter strappare.