O le borse o la vita – Giovani medici in protesta

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Studenti e laureati in medicina hanno manifestato davanti alla Regione per il finanziamento delle borse di studio per le specialistiche.
Chi oggi si iscrive a medicina é convinto di avere poi un impiego che valga l’impegno ed i sacrifici che impone lo studio.
Eppure, dopo duri anni di corse fra le aule di lezione e i tirocini negli ospedali, molti si ritrovano a non poter continuare gli studi nelle specialistiche a numero chiuso, a dover lavorare in campi poco interessanti e che non consentono la piena realizzazione lavorativa.
I tagli che hanno segato le gambe alla sanità pubblica, le leggi che bloccano il turnover nei reparti contro la crescente domanda di medici specializzati hanno dato vita ad una serie di contraddizioni che investono il settore a livello nazionale, prima fra tutte la disillusione totale nella possibilità di sentirsi valorizzati appieno.
Attualmente il Miur copre soltanto il 30% delle borse di studio per gli specializzandi, alle restanti devono provvedere le regioni e lo stesso bando del Miur è in ritardo di parecchi mesi.
Una giovane dottoressa ci racconta la propria situazione : “Siamo stanchi di aspettare, di non avere certezze sul nostro futuro. Oggi ho preso ferie per venire a protestare. I turni alla guardia medica sono estenuanti, a volte bisogna coprire 24 ore continue! Per molti di noi ci vogliono anni per entrare in una specialistica. Nei concorsi va avanti solo chi copia e, anche quando finalmente inizi una specializzazione e ti ritrovi nei reparti, scopri che gli ospedali funzionano sfruttando gli specializzandi.”

La mobilitazione non ha avuto gli effetti sperati.
Nonostante la giunta regionale abbia ricevuto le proposte di modifica al bando, il presidente Rossi non ha voluto incontrare i manifestanti e non ha dato segnali di apertura.
Per pacificare questo clima teso, la ministra Fedeli pochi giorni fa ha annunciato l’imminenza del nuovo bando per le borse, mentre domani a Roma i neolaureati torneranno in piazza per incalzare il Miur ad investire di più sulle borse statali.

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