I politici hanno parlato abbastanza. Hanno detto che noi giovani siamo schizzinosi perché rifiutiamo le proposte di lavoro di merda. Ci hanno detto “i soldi non ci sono”, “mancano i fondi”, quando per salvare le banche e per arricchire le aziende che accettano studenti in alternanza i soldi ci sono sempre. Ci hanno detto che per trovare un lavoro dobbiamo accettare di non essere pagati o giocare a calcetto con le persone giuste, piuttosto che inviare curriculum. Hanno scaricato la colpa sui migranti.
Ora vogliamo parlare noi. Siamo gli studenti a cui crolla in testa il soffitto della scuola, che sono costretti a lavorare gratis con l’alternanza scuola-lavoro o che fanno le consegne per 3 euro l’ora. Non abbiamo spazi per ritrovarci a scuola né il tempo per farlo perché siamo sempre sotto pressione da parte dei professori o con l’ansia di costruirci un futuro che sembra sempre più lontano.
Ma siamo anche i giovani che non sono stati a guardare quando la campagna elettorale dell’odio razzista provocava una tentata strage, che hanno contestato Salvini, mandante morale di questa strage e del razzismo dilagante, e che sono scesi in piazza con la comunità senegalese mentre Nardella dava più peso a due fioriere rotte che alla vita di un uomo.
Il 25 aprile saremo in piazza a contestare la commemorazione istituzionale della Liberazione. E’ arrivato il momento di farci sentire.
Loro hanno sempre parlato di noi, ma non ci hanno mai ascoltati. Ora quelle stesse istituzioni che permettono alle aziende di sfruttarci, che ci cacciano dalle piazze la sera perché roviniamo il profitto della loro “movida” per turisti e ricchi, e che se ne fregano delle nostre scuole, vorrebbero celebrare la Liberazione.
Come settant’anni fa i giovani hanno deciso di stare dalla parte giusta della storia, questo 25 aprile saremo i giovani che contestano le istituzioni da cui oggi c’è bisogno di liberarsi.
La nostra generazione deve conquistare il suo riscatto. Per una nuova liberazione da una vita di ricatto e sfruttamento.

H9.30 Piazza Santa Croce: Contestiamo le istituzioni, prendiamoci il palco!

CAS Firenze –  Collettivo Antagonista Studentesco

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