Sciopero della scuola: studenti, docenti e genitori in piazza

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“Un istruzione critica, gratuita e di massa”. Queste le parole d’ordine che stamani hanno riunito in piazza circa 300 persone nella giornata di sciopero nazionale della scuola indetta di COBAS. Al centro della protesta la scuola-azienda delineata dalla “buona scuola”, l’alternanza scuola lavoro e la trasformazione della figura dei presidi in figure manageriali e autoritarie. Il corteo – caratterizzato da una forte presenza di studenti delle scuole superiori – è partito da piazza San Marco verso le 11 per sfilare per le vie del centro cittadino.
A pochi passi dalla partenza il corteo ha raggiunto il neonato Comitato per il diritto allo studio in presidio davanti al Consiglio Regionale di via Cavour: una forma di pressione verso l’istituzione per rivendicare più risorse da mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà economica per sostenere le spese degli studi.
Lo stesso Consiglio Regionale è stato preso di mira dagli studenti universitari in lotta contro il nuovo ISEE che lo hanno sanzionato rovesciando alcune secchiate di letame. Sotto accusa c’è l’immobilismo complice della Regione Toscana di fronte allo scempio prodotto dalla riforma dell’ISEE che – trasformando in “finti ricchi” migliaia di famiglie – ha escluso dall’accesso alle borse di studio e agli alloggi molti studenti. Più di 300 sono gli studenti sfrattati dalle case dello studenti solo a Firenze.
Le due manifestazioni si sono riunite e studenti, docenti e genitori hanno marciato uniti fino a piazza Santa Marcia Novella.
Al termine del corteo i bambini delle case occupate hanno gridato il loro “No!” all’art.5 del Decreto Lupi che, negando la residenza nel Comune agli occupanti, sta escludendo centinaia di bambini dall’accesso alla scuola pubblica.
Il corteo di oggi, oltre a aver espresso una ricchezza di istanze e soggetti sociali coinvolti, ha rappresentato un importante risposta al clima di criminalizzazione che negli ultimi giorni si è cercato di costruire intorno alle mobilitazione studentesche e in particolare all’occupazione dell’Istituto d’Arte di Porta Romana. Non solo gli studenti non si sono lasciati intimidire, ma hanno dimostrato di non essere soli nella lotta contro l’asservimento dell’istruzione pubblica alle logiche di mercato.