Sciopero generale dall’interporto alla città: picchetti e corteo

149

Giornata di sciopero generale anche a Firenze, con centinaia di lavotatori che hanno aderito all’iniziativa proclamata da Cub, Usi e Si Cobas. Uno sciopero indetto su una piattaforma ampia che a partire dall’opposizione alla guerra rilancia la contrapposizione al jobs-act, all’aumento dell’età pensionabile, alla Legge Bossi Fini sull’immigrazione e al lavoro gratuito. Insomma, uno sciopero che attacca direttamente e a trecentosessanta gradi le politiche del governo Renzi, anche per quanto riguarda la negazione del diritto all’abitare, grandi opere inutili e privatizzazioni.

La giornata è iniziata al mattino presto con il picchetto dei facchini Si Cobas all’interporto di Prato. I lavoratori in sciopero hanno bloccato l’ingresso del polo logistico e l’accesso ai camion, per poi muoversi in corteo all’interno dell’interporto e manifestare davanti ai magazzini. Un iniziativa importante che ribadisce la determinazione a praticare lo sciopero in senso vero e conflittuale – rompendo con la terribile prassi affermata negli anni dai sindacati concertativi che ha ridotto lo sciopero ad un iniziativa di pura testimonianza e rappresentazione. Il picchetto è stato sostenuto anche da una delegazione di abitanti delle case occupate e di studenti, a testimoniare l’attivazione ampia e trasversale che lo sciopero di oggi è riuscito a produrre.

Quattrocento persone, poco più tardi, hanno invece attraversato le strade di Firenze in corteo: lavoratori ma anche studenti e famiglie in emergenza abitativa sono partite in mattinata da piazza Dalmazia per andare a manifestazione lungo i viali. La manifestazione si è poi conclusa nei pressi della stazione Santa Maria Novella, a pochi passi dalla sede fiorentina della Confindustria presidiata da uno sbarramento di decine di poliziotti in tenuta antisommossa.

Una giornata di lotta importante quella di oggi che ci racconta necessità e possibilità di ricomporre un fronte di opposizione sociale al governo Renzi e alla guerra a partire dalla politicità dei conflitti in corso sui territori.

 

Per un quadro nazionale dello sciopero:

18 Marzo, è sciopero generale contro guerre e austerità!

CONDIVIDI