Rifugiati di nuovo alla Prefettura: cariche della polizia e feriti

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Diretta dal presidio dei rifugiati dell’ex-Aiazzone Occupato

Ore 16:30 – Diventa chiaro che le soluzioni trovate dal comitato per la sicurezza non rispondono a nessuna delle esigenze degli abitanti di ex aiazzone. I manifestanti spiegano: “Ci muoviamo in corteo per andare dal sindaco di Sesto!”

Ore 15:30 – Le istituzioni si rifiutano di dichiarare quanto deciso al tavolo prefettizio, sostenendo che per saperlo il presidio deve sciogliersi e i manifestanti devono tornare al Palazzetto di Sesto. La protesta si trasforma in un sit-in che chiede di avere risposte davanti al palazzo dove stamani la gente è stata caricata e ormai attende notizie da ore

Ore 13:10 – Inizia il tavolo in prefettura. Il presidio è ancora sotto. Le porte sono ancora chiuse e “difese” dagli agenti in antisommossa.

Ore 11:40 – La polizia carica altre due volte rifugiati e solidali sotto la prefettura, ma non riesce ad allontanare i manifestanti. Tra 20 minuti l’inizio del tavolo prefettizio a cui i rifugiati chiedono di partecipare. “La vostra accoglienza ha fallito, ora soluzioni stabili e dignitose!”.

Sono 2 i ragazzi feriti nelle violente cariche della polizia, ora un’ambulanza li sta portando via.

Ore 11:10 – Il portone viene blindato con i reparti celere in antisommossa.

Il corteo si avvicina e la polizia carica e manganella chiunque si avvicina.

Ore 10:50 – I rifugiati si dirigono in corteo sotto la prefettura*


Riportiamo il comunicato dei rifugiati di Ex-Aiazzone:

Giovedì il prefetto ci ha chiuso le porte in faccia e si è rifiutato di parlare con noi.

Sappiamo che stamattina il Prefetto, la Regione Toscana e i Comuni si riuniranno per discutere del nostro futuro.

Sui giornali è stato scritto che le istituzioni stanno lavorando per proporre le solite cose: un accoglienza temporanea in diverse strutture.

Noi non accetteremo proposte di questo tipo. Perchè non vogliamo trovarci fra un mese nella stessa situazione di ora, ignorati da tutti, aspettano che un altro nostro fratello muore.

Viviamo in italia da 15, 10 o 5 anni. Ognuno di noi, prima di entrare all’ex-Aiazzone, è passato da tanti “progetti” di questo tipo. Quando scadeva il tempo, siamo sempre stati scaricati. Siamo sempre tornati nelle stessa situazione: ovvero senza nulla, nemmeno un tetto sopra la testa.

Questo tipo di “accoglienza” costa tantissimo allo Stato e serve solo ad arricchire le cooperative che la gestiscono. Non serve a noi. Noi vogliamo una soluzione stabile e dignitosa. E’ il diritto nostro e di tutti i cittadini italiani senza casa.

Dopo la morte di Alì e la nostra protesta a Palazzo Strozzi le TV ed i giornali si sono accorti delle condizioni in cui noi rifugiati politici viviamo. Tutti hanno capito che è per colpa di questa finta accoglienza che succedono tragedie come quelle di mercoledì. Ma le istituzioni fanno finta di non capire.

Abbiamo capito che il tavolo di questa mattina in Prefettura serve solo a fare tornare tutto come prima. Non va bene. Non è accettabile. E’ un offesa ad Alì e a tutti noi.
Lo Stato Italiano spende miliardi di euro per “salvare” la Banche. Se vuole può dare una casa dignitosa a noi e a tutti i cittadini italiani senza casa.

Siamo qui perchè vogliamo partecipare al tavolo con alcuni nostri rappresentanti per trovare soluzioni vere, dignitose e stabili.

Fino a quel momento la nostra protesta continuerà.

Riportiamo l’appello del Movimento di Lotta per la Casa Firenze :

Facciamo appello alla città solidale di sostenere la lotta dei rifugiati che vivevano nell’ Ex-Aiazzone che due giorni fa è andato distrutto in un incendio, causando la morte di Ali muse.
Sabato mattina alla prefettura si terrà il Tavolo per l’ordine e la sicurezza, che dovrebbe decidere sulle sorti dei rifugiati somali che stanno lottando in questi giorni. Gli stessi soggetti, Prefettura, questura, Comune di Firenze, che per anni hanno ignorato le condizione di vita precarie dei rifugiati, fino alla tragedia. Sappiamo che le uniche proposte che vengono concepite sono sempre all’interno del sistema dell’accoglienza provvisoria, che ha portato a questa situazione.
QUESTA VOLTA PRETENDIAMO E DI ESSERE ASCOLTATI SOLUZIONI VERE PER UNA VITA DIGNITOSA

PRESIDIO SOTTO LA PREFETTURA 10.30