Sfratto “a sorpresa”: famiglia barricata, cittadini bloccano il blitz dei carabinieri

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Dopo la partecipazione di massa alla piazza del NO di sabato che ha sfidato il divieto della Questura a manifestare durante la Leopolda renziana, la lotta per il diritto alla casa torna in campo.

Un vero e proprio blitz quello messo in atto dai carabinieri insieme all’Ufficiale Giudiziario per eseguire lo sfratto di Fatima e della sua famiglia (marito e due figli minori). Nessun preavviso per gli inquilini, a cui il Tribunale ha disposto l’utilizzo dell’art.610, ovvero il tristemente noto “sfratto a sorpresa”. Un vero e proprio dispositivo di tortura psicologica per le famiglie che si ritrovano murate in casa in attesa dell’intervento della forza pubblica che può avvenire in qualsiasi momento. Una decisa violazione di ogni garanzia e diritto degli inquilini messa in atto per tutelare a senso unico gli interessi dei proprietari.

La famiglia si è barricata in casa come poteva, mentre gli operai chiamati per eseguire l’accesso hanno iniziato a cercare di fare un varco nella porta utilizzando un flessibile elettrico. Un gesto che ha inevitabilmente scatenato il panico nei due bambini che erano all’interno dell’appartamento e che ha suscitato l’idignazione di decine di cittadini e attivisti del Comitato Inquilini che si sono intanto radunati sotto casa di Fatima per sostenere la sua resistenza. Mentre da una finestra si vede fuoriuscire il fumo prodotto dal taglio della porta, mentre sull’altra spunta la bandiera “Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti”, simbolo delle lotte che vedono centinaia di persone in città battersi per il diritto ad un alloggio dignitoso ad un prezzo popolare. E’ resistenza ad oltranza.

La famiglia di Fatima, dopo un anno di lotta insieme al Comitato Inquilini, è riuscita a vedersi riconosciuto un posto in Graduatoria di emergenza sfratti per l’assegnazione di una casa popolare che, però, non è ancora arrivata. Un posto a cui aveva diritto dal 2015, se non fosse che il Comune di Fiesole non aveva mai applicato la Legge Regionale che prescrive l’istituzione delle graduatorie di emergenza nei Comuni. La Graduatoria è arrivata il 20 di ottobre, dopo una lunga serie di iniziative di lotta e denunce nei confronti dell’amministrazione comunale. Ma il vergognoso sfratto di oggi evidenzia bene l’esistenza di due pesi e due misure, di due velocità diverse nell’applicazione delle leggi. Il Comune di Fiesole, infatti, si è sempre rifiutato di disporre il blocco degli sfratti in attesa dell’istituzione delle graduatorie.

Dopo un ora di contestazioni fuori e di resistenza dentro, la truppa abbandona la vergognosa operazione. Tutto rinviato, per ora. Ma il Comitato Inquilini, in una breve note, rilancia subito: “Ora vogliamo una casa per Fatima!”.

Nella zona Campo di Marte, intanto, lo stesso comitato impediva lo sfratto di un altra donna incinta.

 

 

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