Si può andare a scuola senza libri?

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Andare a scuola costa caro, ne parlavamo già durante l’autunno quando un Comitato di genitori si è mobilitato per rivendicare più risorse pubbliche a fronte delle ingenti spese che le famiglie sono costrette ad affrontare per libri, materiali, mense, iscrizioni e trasporti.

“Lo strumento che Regione e Comune mettono a disposizione, il Pacchetto scuola, è insufficiente” affermavano i genitori, e l’uscita delle graduatorie di assegnazione dei fondi ha dato loro ragione.

Il bando del Comune prevedeva contributi per gli alunni dalle elementari alle superiori con ISEE sotto i 15000, compresi tra gli 85 e i 280 euro a seconda del grado di istruzione, fino ad esaurimento fondi. E si sono esauriti in fretta: a fronte di più di 5000 richieste idonee, hanno ricevuto i soldi meno della metà delle famiglie, di fatto solo quelle con un ISEE che non supera i 6000.

Se si ha presente il costo dei libri e dei materiali per la scuola, risulta evidente come le cifre in questione non siano risolutive per famiglie con un reddito così basso. Ancor più lampante risulta che i finanziamenti erano di gran lunga insufficienti per far fronte alle esigenze anche degli studenti idonei non beneficiari.

Per le scuole superiori è prevista anche la possibilità di acquistare i libri di testo e fornirli in comodato d’uso gratuito agli studenti dei primi due anni. Nonostante sia utilizzata a Firenze da una sola scuola, il tecnico-professionale Da Vinci, sono stati stanziati dal Comune fondi per coprire un terzo delle spese necessarie. Con soli 4000 euro la scuola ha potuto quindi garantire i libri esclusivamente agli studenti più meritevoli (tutti i testi solo a chi ha avuto una media superiore ad 8), e possiamo immaginare che la media degli studenti rimasti senza libri non sia aumentata!

Forse gli assessori all’istruzione non sanno bene come funziona un anno scolastico, per anni hanno erogato i contributi alle famiglie in primavera. Da quest’anno, forse le proteste dei genitori gliel’hanno ricordato, il bando per il Pacchetto Scuola è aperto fino al 29 luglio e i soldi verranno dati ad ottobre.

Ma la novità è anche un’altra, la Regione ha trovato un nuovo modo di risparmiare escludendo gli alunni delle elementari dall’accesso al Pacchetto Scuola. “Questa operazione -ha dichiarato l’assessore regionale Grieco – ci permette di assegnare contributi un po’ più alti e coinvolgere un maggior numero di famiglie”.

Quest’affermazione è smentita dalla realtà: l’importo dei contributi è lo stesso dello scorso anno. Le famiglie coinvolte saranno semplicemente diverse. Possibile che per dare 150€ alla famiglia di un alunno delle medie con un ISEE di 8000 si debba escludere da qualsiasi contributo le oltre 200 famiglie di allievi delle elemntari a reddito 0 (e con loro moltissime altre), che si ritroveranno ad andare a scuola senza quaderni?

Al di là della propaganda, la logica del governo PD, su tutti i livelli è sempre la stessa: a fronte dei soldi che “mancano” per garantire diritti di base come la scuola dell’obbligo, si cambiano i criteri d’accesso per nascondere il problema sotto il tappeto. Se il PD sceglie di utilizzare i soldi pubblici solo per i profitti di banche e speculatori amici, scaricando i costi su chi, ogni giorno di più è in difficoltà, dovrà fare i conti con chi non crede più alle loro menzogne e si è stufato di accontentarsi delle briciole.