Studenti contestano la farsa della “Primavera dell’Università”

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Gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo hanno contestato stamani l’iniziativa promossa dal Rettore Dei all’interno dell’Aula Magna del rettorato. Una conferenza con lo scopo di “riaffermare il ruolo strategico della ricerca e dell’alta formazione per il futuro dell’Italia”. L’iniziativa si andava ad inserire all’interno della cosiddetta “Primavera dell’Università”, mobilitazione-farsa promossa dalla CRUI (Conferenza dei Rettori Universitari Italiani) che, sebbene abbia a ragione riportato all’attenzione il problema dei tagli e del definanziamento dell’Università si è da subito mostrata incapace (o non interessata?) ad andare a fondo nella critica ad un università riformata costruita intorno al modello delle UniAziende, caratterizzate da precarietà, nozionismo, produttivismo e meccanismi meritocratici sempre più stretti e insopportabili.

Tutte questioni che gli studenti hanno fatto “irrompere” in Aula Magna con megafoni, striscioni e volantini: “In tutta Italia ci sono state assemblee e giornate in cui egregi e ed enorevoli hanno espresso il loro disappunto sulla situazione dei fondi destinati all’Università, si sono poi rivelate solo chiacchiere, tirandosi indietro davanti alla proposta di una vera mobilitazione”.

La contestazione è andata anche a smascherare senza mezzi termini un operazione – quella promossa dalla CRUI – che, senza produrre nessun tipo di mobilitazione reale, dall’alto ha cercato di smorzare e svilire il boicottaggio delle VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) praticata da parte di professori e ricercatori. Una pratica rale di contrapposizione al meccanismo di gara (ideologicamente)meritocratica che oggi regola il finanziamento (o meno) di almeno il 20% dei fondi destinati agli Atenei, e che ha evidenziato l’esistenza di un segmento di mondo accademico che, a partire da una condizione di mortificazione delle capacità e precarietà, inzia a mettere in campo dei “No” forse ancora piccoli ma già pesanti. Non stupisce, infatti, che anche tra la stessa sparuta platea della conferenza di oggi a qualcuno sia sfuggiti degli applausi diretti ai contestatori.

A poco più di un mese di distanza dal primo incontro del 29 Febbraio, a cui gli studenti avevano partecipato intervenendo sugli effetti devastanti del nuovo calcolo ISEE, il poco interesse da parte del rettore di costruire un confronto con gli studenti e le loro problematiche si è evidenziato nella scelta di produrre l’iniziativa di oggi senza predisporre nessun bloco della didattica, escludendo così la maggioranza di coloro che vivono l’università.

Tante parole e niente fatti. Un opposizione alla crisi universitaria non si costruisce intorno ad un finto tavolo, ma nelle aule e nelle piazze”. L’iniziativa di oggi forse accellelerà la chisura del sipario di un teatrino antipatico e grottesco. La palla passa (di nuovo) all’iniziativa autonoma dei soggetti che oggi possono far entrare i propri bisogni e desideri in rotta di collisione con l’università riformata.