Studenti coprono il proprio murales contro la strumentalizzazione di Nardella

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Né propaganda né uno strumento. Nardella merda, mulino a vento!“. Questa la frase con cui studenti e studentesse del Machiavelli-Capponi hanno coperto stamani, all’entrata di scuola, il murales da loro realizzato qualche settimana fa.

Facciamo un passo indietro. Nei primi giorni di Aprile gli studenti dipingono un murales sul pannello di compensato di fronte al liceo, con la scritta “Sai che forse vinco contro i tuoi mulini a vento“. L’iniziativa, che inizialmente avrebbe dovuto essere autonomamente gestita da loro, viene strumentalizzata da Cantieri Creativi, progetto promosso dall’Associazione via Maggio, dall’Ufficio Città Sicura del Comune e dal Quartiere 1, che punta a “la riqualificazione dell’Oltrarno anche tramite la promozione dell’espressione artistica legale su spazi provvisori concordati con l’Amministrazione anche per disincentivare le scritte vandaliche“. Ovviamente il sindaco Nardella non perde l’occasione per congratularsi con chi “trasforma i pannelli brutti e imbrattati in vere e proprie opere artistiche“.

Stamani era programmata a scuola una conferenza intitolata “I Care About Florence – Teoria e pratica per la cura e la protezione dei palazzi storici dai vandalismi murali“, organizzata dal progetto Cantieri Creativi. Ha partecipato anche il Consigliere Comunale del PD Cosimo Guccione, la “mente” dietro al nuovo regolamento comunale sulla street art, che prevede il disciplinamento dei graffiti entro spazi consentiti dall’amministrazione. Questo regolamento si accompagna a un rafforzamento di controlli polizieschi volti a identificare e reprimere i writers “illegali”. E’ per questo che gli studenti hanno deciso di coprire il murales proprio oggi, per poi contestare la conferenza e in particolare le politiche del Partito Democratico, che già qualche tempo fa a Bologna si era reso protagonista di un vile tentativo di mercificazione della street art.

In mattinata la Preside, per cercare di indagare sugli autori della scritta, ha convocato alcuni studenti del Collettivo che si sono rifiutati di presentarsi.

Analogamente al gesto compiuto da Blu a Bologna, gli studenti del Machiavelli-Capponi hanno deciso di sottrarsi a questa dinamica di speculazione e mercificazione dell’arte e di rivendicare la propria autonomia, rompendo la retorica della street art “buona” da contrapporre a quella “cattiva”.

Di seguito il comunicato del Collettivo K1:

NÉ PROPAGANDA NÉ UNO STRUMENTO NARDELLA MERDA MULINO A VENTO!!

Anche i capponcini più distratti si saranno accorti che nei primi giorni dello scorso mese (1,2,3 Aprile), sul pannello di compensato davanti al nostro liceo è stato realizzato da ragazzi della scuola e da altri amici artisti, un grande Murales raffigurante un cavaliere armato di matita in sella ad un cavallo e una grande frase, lunga tutto il pannello, che da anni noi del collettivo volevamo provare a realizzare.
Con questo comunicato ci teniamo però a far sapere a tutte/i, quanto siamo rimasti delusi e arrabbiati, dall’utilizzo che terze parti hanno voluto farne, e di come il messaggio che volevamo far passare sia stato travisato e rimodellato, mettendo in risalto solo ciò che faceva più comodo.
Conosciamo tutti bene il potere che possiedono i mass media di cambiare la realtà delle cose a seconda dei bisogni del padrone e a seconda di cosa la “società civile” ha bisogno di sentirsi dire, ed è proprio per questo che lo scorso venerdì mattina quando abbiamo visto arrivare telecamera e giornalisti mentre lavoravamo, qualcuno di noi ha avuto una brutta sensazione.
Sensazione diventata realtà qualche giorno dopo assistendo all’uscita del quantomai “aggiustato” servizio mandato in onda sul TGR, che ha dato il via ad una escalation di strumentalizzazioni da parte di istituzioni e giornalisti.
Il servizio consiste in un piccolo video di 1′ 29” dove la giornalista fa riferimento a un progetto di “cittadinanza e legalità” che serva a “far uscire la creatività dei ragazzi”, la stessa creatività che,poco dopo, viene censurata quasi interamente nell’intervista fatta ad un nostro compagno, dove la parte in cui muove una forte critica agli “Angeli del Bello” (associazione di volontariato che copre scritte e disegni con una bella pennelata grigia) e al potere di controllo di istituzioni e polizia,viene accuratamente tagliata.
Parlando di istituzioni, non poteva certo farsi attendere il post facebook del sindaco di Firenze Dario Nardella, paladino della sicurezza cittadina e del cosiddetto “decoro”, promotore di tante pregevoli iniziative come la famosa “Manovra Anti-degrado” che in poco più di un anno ha portato nelle strade del centro (e non solo) un aumento del numero di volanti di Polizia e Carabinieri e un aumento enorme degli “interventi” attuati dagli “Angeli del Bello” e simili.
Proprio in questo periodo il nostro “Cavaliere della legalità” ha sottoscritto un progetto chiamato “Telecamere Amiche” che vedrà l’installazione entro due anni di più di 300 telecamere pronte a mantenere controllo e ordine per le srtrade della città.
Nel suo post, Nardella si congratula con i ragazzi e con la cooperativa per l’opera che “trasforma i PANNELLI BRUTTI E IMBRATTATI in vere e proprie opere artistiche”.
Effettivamente il pannello davanti al nostro liceo era imbrattato con 3 aggettivi,(PUBBLICA,LAICA,SOLIDALE) che non fanno certo parte del concetto di “Buona Scuola”, appoggiato dal sindaco e ideato dal suo burattinaio di nome Matteo.
Infine la ciliegina sulla torta arriva dall’articolo uscito sul “Corriere Fiorentino” ,qualche giorno fa, il cui titolo non fa presagire niente di buono: “Graffiti <<Buoni>> a Scuola”. Nel breve e avvilente trafiletto (come del resto accade negli esempi citati in precedenza) non viene mai menzionato il messagio presente nel murale, e che ne ha reso possibile la realizzazione, ma si accena solamente all’ “aver cancellato Tag e sgorbi”, e l’essere passati “dalle scritte vandalistiche ai murales artistici”.
Alla fine di questo progetto siamo rimasti con l’amaro in bocca, in primo luogo per non essere riusciti a far passare con tutta la sua forza e conflittualità il messaggio che volevamo mandare, e inoltre per aver servito su un piatto d’argento agli avvoltoi della “sicurezza” e del “decoro” la possibilità di ribadire che l’espressione delle proprie idee può essere fatta solo se regolamentata dalle autorità.
Ma alla fine a noi non importa, censurate, punite, ordinate quanto vi pare, ma a noi sempre qua ci troverete, noi i nostri “mulini” li conosciamo bene: la repressione, il controllo, i mass media, la scuola-azienda, l’austerità.
Non smetteremo mai di lottare, e voi, mulini, state all’occhio… che prima o poi vinciamo noi!

“Eppure ce l’ha qualcosa di poetico questa battaglia senza le armature!”

-Collettivo K1 Machiavelli-Capponi

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