Una città per studenti o per figli di papà?

1994

La multinazionale olandese The Student Hotel inaugurerà la sua prima sede in Italia, il 7 giugno, in viale Lavagnini a Firenze.
L’acquisto e la riqualifica del Palazzo del Sonno di viale Lavagnini sono costate ben 60 milioni di euro a The Student Hotel. Una spesa folle? Briciole in confronto ai 100 milioni preventivati per la costruzione del prossimo studentato di lusso nell’attuale lago in viale Belfiore, venduto all’asta dal comune per 28 milioni e 500mila euro, o al maxi progetto dell’ex Manifattura Tabacchi, ceduta per “appena” 56 milioni.
Da grandi investimenti immobiliari derivano grandi speculazioni. 392 camere in affitto di cui 220 riservate agli studenti per un ritorno economico da capogiro, già intuibile dai prezzi delle camere pubblicizzati sul sito: una singola a partire da 1000 euro, un posto in doppia a partire da 800.
A queste si aggiungeranno le 650 stanze previste nel progetto di viale Belfiore e le oltre 800 dell’ex Manifattura, per appagare i vizi e i desideri dei turisti più facoltosi e dei figli dell’alta borghesia.
Ma non è tutto! Altre multinazionali, come l’americana Hines, hanno avviato progetti a Milano e Firenze (l’acquisto del Teatro Comunale in Corso Italia e dell’hotel Tornabuoni nell’omonima strada) per realizzare studentati di lusso, con una spesa complessiva di 700 milioni.
Una vera e propria operazione di turistificazione nella Firenze del caro-affitti e dell’espulsione degli abitanti storici dal centro, che accelera i processi già avanzati di gentrification delle periferie.
Se prima gli abitanti erano costretti a spostarsi in periferia, seguendo le geografie dell’aumento del valore del mattone, e le case venivano frazionate in appartamenti minuscoli del centro per valorizzare l’affitto agli studenti, ora sono proprio gli studenti a vedersi impossibilitati a pagare affitti sempre più esosi e iniqui e sono costretti di fatto a spostarsi ai margini della metropoli fiorentina.
Laddove i costruttori frazionavano edifici, ora le multinazionali accorpano e rivalutano. Cambiano le forme di speculazione, ma i guadagni vanno sempre nelle stesse tasche. Anche perché il grosso del patrimonio immobiliare di cui parliamo è stato (s)venduto proprio dal Comune, che ha scelto di liberarsi dei palazzi storici, senza curarsi di quali siano gli effettivi bisogni dei residenti con la falsa promessa di elargire nuovi servizi.
Una storia di malapolitica vecchia, quella delle istituzioni corrotte che fanno solo i propri interessi e quelli dei ceti più abbienti, che con la giunta Nardella ha visto nuovi vertiginosi picchi di aberrazione e degrado.
Ogni spazio visibile, dalla stazione all’aereoporto, passando dalle inserzioni sui giornali e sui social media, è stato invaso dalle pubblicità. TSH ha persino assunto dei writer per scrivere su dei teli degli slogan che richiamino all’imminente apertura.
Un’inaugurazione trasformata in un happening dai toni celebrativi: politici, artisti, influencer, intellettuali e personalità del mondo della moda e dello spettacolo si confronteranno nei dibattiti a letto “Bed Talks” per far apparire l’inaugurazione dello studentato di lusso come un’evento mondano cittadino, un qualcosa a cui non mancare.

Gli slogan “smart” che hanno caratterizzato la martellante campagna mediatica dello Student Hotel Lavagnini, di certo non hanno convinto i collettivi universitari sensibili al problema dell’abitare, che si dichiarano già pronti a dare battaglia.
“Mille euro al mese? Ma è uno scherzo? Non esiste!”, dichiara uno studente indignato in un video diffuso dal Collettivo Universitario Autonomo.
Lo stesso collettivo lancia un appello alla mobilitazione proprio oggi, giovedì 7 giugno, ai Giardini della Fortezza alle ore 15:00: “Firenze non è dei figli di papà. Non ci serve uno studentato di lusso”.