Una studentessa del Machiavelli risponde a La Nazione: “Vergogna”

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Riceviamo e pubblichiamo dal CAS (Collettivo Antagonista Studentesco) di Firenze la lettera che una studentessa del Machiavelli-Capponi ha inviato a tutte le testate in risposta al vergognoso articolo de La Nazione riguardante il boicottaggio delle prove Invalsi nella sua scuola.

“Sono una ragazza del Machiavelli e vi scrivo perché ho appena letto un articolo de La Nazione di Firenze dove si parlava di quello che sta accadendo a scuola nostra in questi giorni e sono rimasta stupita dal fatto che praticamente tutto quello che c’è scritto è sbagliato.
È assurdo che il professor Guaita affermi che nel nostro istituto si respira un’aria tranquilla, visto che molti studenti e studentesse sono in continuo disaccordo con quello che viene deciso dalla preside, la quale in questi due anni ha svolto un pessimo lavoro, puntando più sull’apparenza prestigiosa della scuola che sull’organizzazione scolastica e la comunicazione con gli studenti.

Questo fatto è stato confermato dall’inaugurazione del Teatro del Machiavelli, la cui restaurazione è stata richiesta insieme all’apertura della biblioteca in una delle occupazioni che il professore tanto sminuisce, a cui hanno potuto partecipare molte personalità pubbliche ma non gli studenti e i professori che vivono a scuola ogni giorno. Inoltre ha il coraggio di affermare che gli unici a non condividere queste decisioni sono i «pochissimi ragazzi» che frequentano il collettivo. Evidentemente così non è, visto che proprio questa mattina, dopo il discorso di uno di loro, li abbiamo applauditi per unirci alla contestazione per la mancata disinfestazione e perché è assurdo che i prof vengano valutati su prove che non c’entrano nulla con il lavoro che facciamo durante l’anno.
Inoltre non capisco come a colei che ha scritto l’articolo non sia venuto in mente che ci sia un fine politico dietro questa azione, visto che i vermi (circa un centinaio, che la preside non ha nemmeno visto poiché impegnata in un viaggio in Svezia) sono apparsi proprio il primo giorno di INVALSI.

Mi pare quindi evidente e vergognoso che la preside colga qualsiasi occasione possibile pur di fare pubblicità al Liceo, anche a costo di cambiare completamente la realtà dei fatti e raccontare una falsità dopo l’altra, facendola sembrare una bravata di alcuni vandali. Tutto questo inoltre nemmeno in prima persona, bensì delegando un professore.

Infine a mio parere è altrettanto vergognoso che un giornale di tale portata mediatica come La Nazione pubblichi un articolo senza accertarsi minimamente della veridicità di esso e senza consultare la voce degli studenti”.

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